Torino, i No Tav contro gli arresti

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In migliaia sfilano per il capoluogo piemontese per portare in piazza le macerie dei cantieri. "Gli riportiamo le loro porcherie" dice il leader Perino. A febbraio manifestazione in Val di Susa con camionisti e pescatori contro il governo

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(in fondo tutti i video sulla protesta dei No Tav)

Si temeva una Torino messa a ferro e fuoco, è finita con una dose modica di vandalismo e tante goliardate. Oggi il capoluogo piemontese è diventato il teatro di una manifestazione No Tav che, pur essendo programmata da diverse settimane come semplice gesto dimostrativo, alla luce dell'ondata di arresti di due giorni fa aveva preso un significato differente. Anche per questo, a poche ore dall'inizio, il sindaco Piero Fassino, il governatore Roberto Cota e l'arcivescovo Cesare Nosiglia avevano lanciato inviti alla calma. Ma i grandi protagonisti,alla fine, si sono rivelati soprattutto i giovani clown che hanno improvvisato beffardi spettacolini davanti alle forze dell'ordine.

Alcune migliaia di persone (cittadini della Valle di Susa che si oppongono al supertreno ad alta velocità, amministratori locali, attivisti dei centri sociali, sindacalisti, politici di sinistra) hanno marciato sotto la neve e la pioggia per protestare contro l'inchiesta della polizia e della procura di Torino, sfociata giovedì in 26 ordinanze di custodia, sui violenti scontri dell'estate scorsa. Di incidenti non ce ne sono stati. La notte scorsa duecento autonomi si erano radunati davanti al carcere delle Vallette, dove sono stati rinchiusi dieci degli arrestati, scagliando petardi e danneggiando una struttura esterna; ieri sera, in un convegno a Chivasso (Torino), l'assessore regionale al Lavoro Claudia Porchietto è stata aspramente contestata. Si temeva che fossero le prove generali di una giornata di guerriglia che, invece, è scivolata via fra atti vandalici e sberleffi.

Durante il corteo sono state lanciate uova verso l'edificio che un tempo ospitava la sede del quotidiano "La Stampa", un paio di fotografi sono stati intimiditi e le tante colonne del lungo e antico porticato di via Po sono state imbrattate da scritte contro il Tav, contro il procuratore Gian Carlo Caselli, contro la polizia. Il clou si è visto in piazza Castello dove, in uno spazio cintato con del nastro rosso per scimmiottare il cantiere del Tav a Chiomonte, da sei carriole sono stati scaricati rami d'albero, mattoni, calcinacci, pezzi di filo spinato, cartucce di lacrimogeni. "Gli riportiamo una parte delle porcherie che hanno lasciato nella nostra valle", ha detto Alberto Perino, leader carismatico del movimento. A fine febbraio in Valle di Susa si replicherà con "una grande manifestazione nazionale" lanciata dai sindaci e dalla comunità montana.

Il governatore Cota si è detto "contento" per l'andamento del corteo di oggi, mentre il capogruppo leghista in consiglio comunale Fabrizio Ricca ha invitato il sindaco a "stigmatizzare i vandalismi". Sel parla di "manifestazione riuscita", ma il presidente della Provincia, Antonio Saitta, del Pd, esprime "profondo rammarico" per aver visto gli amministratori valsusini sfilare "con chi chiedeva la libertà per gli ex terroristi". Il riferimento è a Maurizio Ferrari, anziano ex-irriducibile delle Brigate Rosse, il quale, nel carcere milanese di San Vittore, in mattinata è stato convocato per l'interrogatorio di garanzia e si è avvalso della facoltà di non rispondere. L'inchiesta riprenderà lunedì con altre audizioni. E il procuratore Caselli, parlando all'inaugurazione dell'anno giudiziario, risponde indirettamente a Beppe Grillo che,dal suo blog, aveva definito l'ondata di arresti un"'operazione di geometrica potenza" evocando il sequestro Moro: "In passato mi hanno definito fascista, mafioso, comunista. Adesso sono diventato brigatista".

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