Roma, esplode la protesta dei pescatori. Scontri e feriti

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La manifestazione davanti a Montecitorio è sfociata in un lancio di bombe carta e tafferugli con la polizia. Sul fronte dei tir blocchi rimossi ma restano i presidi: 7 camionisti sono stati arrestati. Lombardo incontra Monti: ora stop ai disagi. VIDEO

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Proseguono le proteste contro il governo in diverse zone dell'Italia. A Roma la manifestazione dei pescatori davanti alla Camera è sfociata in un lancio di bombe carta e tafferugli con la polizia (cinque feriti). Intanto sono stati tolti alcuni blocchi stradali anche se restano i presidi. Mobilitazioni arrivano anche dagli avvocati penalisti che hanno annunciato 2 giorni di sciopero. Mentre gli agricoltori lanciano un allarme: 50 tonnellate di cibo da buttare ogni giorno . Nei supermercati si teme per il week end.

Tensione a Roma -
Prima le bombe carta contro Montecitorio e le forze dell'ordine poi le cariche e gli scontri con 5 feriti. Sembrava una protesta tranquilla e ironica quella dei pescatori davanti a Montecitorio. Ma nel pomeriggio di mercoledì 25 gennaio è deragliata in scontri che hanno portato al ferimento di cinque manifestanti. Dopo una raffica di bombe carta lanciate verso il palazzo della Camera e verso le forze dell'ordine i pescatori sono stati caricati. "Vergogna e assassini", le urla all'indirizzo della polizia schierata a blindare la piazza e a contenere una protesta che era degenerata ( GUARDA LE FOTO ).

Le ragioni della protesta -
Dei cinque feriti, due sono stati portati all'ospedale San Giovanni. Uno di loro ha una gamba fratturata. La polizia, visionando i filmati delle telecamere della piazza, identifica cinque manifestanti che ora rischiano di essere denunciati. "Siamo venuti qui ad elemosinare - ha gridato uno dei pescatori - e non a fare queste pagliacciate. Siamo lavoratori e padri di famiglia. Ora voi picchiateci pure ma da qui noi non ci muoviamo". Così dopo la rabbia dei tassisti e quella dei camionisti ora esplode quella dei pescatori. Le ragioni della protesta dei pescatori riguarda il caro gasolio e i vari adempimenti introdotti dal Regolamento comunitario sui controlli, a partire dalla licenza a punti entrata in vigore nel 2012, che comportano oneri per il settore in crisi da anni. E già nei giorni scorsi i pescatori avevano iniziato le agitazioni, dal Tirreno all'Adriatico, con le barche ferme in vari porti italiani. Federcoopesca ha preso le distanze dai toni agitati della manifestazione: "Comprendiamo le rivendicazioni - dice il presidente Massimo Coccia - ma siamo dispiaciuti. Come associazione abbiamo scelta la strada del dialogo costruttivo con le istituzioni e trovare soluzioni compatibili".

Arrestati sette camionisti - Sul "fronte" della protesta dei tir il peggio sembra alle spalle, con i blocchi ampiamente rimossi. Restano invece gli effetti pesanti sull'economie locali. Due autotrasportatori sono stati arrestati dai carabinieri alla periferia di Massafra (Ta), sulla SS 7, nei pressi di un "presidio" dove da due giorni stazionano decine di tir. Cinque sono stati arrestati a Caserta per un grave episodio avvenuto nel salernitano: avrebbero inseguito con i loro camion un collega che stava svolgendo la propria attività.
Intanto il ministro dello Sviluppo economico ha annunciato pedaggi scontati per 170 mln e un decreto incentivi da 400 milioni.

Le parole di Corrado Passera


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Proteste in Sicilia, Monti incontra Lombardo - Nel frattempo in Sicilia il movimento dei Forconi continua la sua protesta . La situazione nell'isola è uno degli argomenti che è stato trattato nell'incontro a Palazzo Chigi tra il presidente dellla regione Sicilia Raffaele Lombardo e il premier Mario Monti. "Abbiamo trovato nel premier e nei ministri una competenza tecnica e una disponibilità senza precedenti: ora raccomando grande responsabilità agli autotrasportatori, è opportuno che cessino forme di protesta che creano danni ad altre categorie" ha detto il governatore della Sicilia che ha presentato al presidente del Consiglio un dossiere di richieste avanzato dal cosiddetto movimento dei
forconi. 
Lombardo rivela i contenuti dell'incontro: 1) sulle accise partirà un tavolo dalla prossima settimana. Si discuterà del costo delle benzina che in Sicilia è più alto di 15-20 centesimi rispetto al resto d'Italia. Nello stesso tavolo si parlerà anche di sanità e di federalismo fiscale; 2) sui tributi il governo apre ad una flessibilizzazione dei pagamenti. "In un periodo di crisi e di lotta all'evasione - aggiunge Lombardo - i tributi non possono essere cancellati, ma il governo ci concede la flessibilizzazione delle riscossioni"; 3) verrà ripristinato un treno a lunga percorrenza dalla Sicilia per Milano e Torino; 4) per il Ponte sullo Stretto il Governo - riferisce Lombardo - ha ribadito che il definanziamento fu deciso a settembre dal Governo Berlusconi; 5) la Sicilia - rende noto il Presidente della regione Sicilia - amplierà i contatti con il ministro degli Esteri Terzi per inserire le imprese siciliane nei lavori che l'Italia farà in Libia.

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