I tir bloccano l’Italia. Il Garante chiede la precettazione

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Lo sciopero degli autotrasportatori, partito dalla Sicilia, crea disagi da Nord a Sud. Martedì 24 gennaio fermi gli stabilimenti Fiat a causa del mancato rifornimento dei componenti. Il ministro dell’Interno: “La protesta potrebbe degenerare ”

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(in fondo all'articolo tutti i video sulla protesta degli autotrasportatori)

Partito dalla Sicilia, lo sciopero dei tir 'contagia' tutta l'Italia, causando blocchi e disagi alla circolazione e non solo. Martedì 24 gennaio stop per il primo turno di tutti gli stabilimenti Fiat a causa del mancato rifornimento dei componenti. E si fa concreto il rischio di un aumento di prezzi nei mercati. Il Garante sugli scioperi attacca chiedendo la precettazione e parla di blocchi "inaccettabili". Il ministero dei Trasporti li definisce "ingiustificati" ed il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri assicura che "non saranno tollerati". La protesta proseguirà fino al 27 gennaio, ma mercoledì 25 gennaio è in programma un incontro che potrebbe essere decisivo tra governo e rappresentanti dei camionisti.

La mappa delle proteste contro gli aumenti del gasolio, dei pedaggi autostradali e dell'Irpef - sulle quali vigilano due gruppi di lavoro riuniti al Viminale, uno centrato sull'ordine pubblico e l'altro sulla circolazione - coinvolge quasi tutte le regioni (LE FOTO). A Torino i tir hanno bloccato la tangenziale Sud. In Campania code alle barriere autostradali. Sulla A3 camion incolonnati e rallentamenti. A Napoli i blocchi hanno rallentato la raccolta dei rifiuti. Problemi anche per le imprese. Martedì 24 gennaio si fermeranno gli impianti Fiat di Melfi, Cassino, Pomigliano, Mirafiori e Sevel Val di Sangro. I mugnai, da parte loro, lanciano l'allarme cibo. Pane e pasta, affermano, sono a rischio nell'arco di 48 ore se non verrà ripristinata la normalità del trasporto su strada.

Dal Governo, dal mondo delle imprese, ma anche da quello sindacale, sono partiti attacchi all'iniziativa di protesta. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ricordato di aver convocato le associazioni dell'Autotrasporto lo scorso 11 gennaio proprio per fare il punto su problemi e richieste e di aver assunto in quell'occasione "concreti impegni, immediatamente attuati". Dunque, ha aggiunto, "non si giustificano le gravi azioni di blocco che tuttora persistono". Il ministro dell'Interno, da parte sua, ha fatto sapere che "non saranno tollerati i blocchi stradali. Fin dove si può useremo il dialogo, però bisogna anche tenere presenti i diritti dei cittadini". E ha messo in guardia: "Potrebbero esserci strumentalizzazioni della protesta, soprattutto quando è spontanea o non organizzata", nonché "aggregazioni di varie forme di dissenso anche di altre categorie" alle quali "potrebbero saldarsi scontentezze varie".

L'Authority di garanzia sugli scioperi ha scritto ai ministri di Interno e Trasporti affinché valutino se non sia il caso di emanare l'ordinanza di precettazione nei confronti delle organizzazioni degli autotrasportatori. "I blocchi causati dalla protesta - ha detto il presidente Roberto Alesse - sono inaccettabili" ed ha annunciato l'apertura di "un procedimento per valutare le sanzioni da irrogare a chiunque stia violando la legge e danneggiando i cittadini". Confindustria ha chiesto al Governo di "ripristinare immediatamente la normalità dei trasporti stradali. Un fermo dei servizi non può trasformarsi in blocchi illegali, che impediscono alle imprese di poter svolgere liberamente le proprie attività e ai cittadini di circolare sulla rete stradale". Critiche anche altre associazioni degli autotrasportatori.

E si è spaccato il fronte del movimento dei Forconi che ha fatto partire la protesta. Martino Morsello, uno dei leader, è solo. La sua linea dura per continuare a mantenere alto il livello della protesta in Sicilia non è passato. E' prevalsa la linea di Mariano Ferro e Giuseppe Scarlata che hanno deciso di attendere l'incontro previsto mercoledì 25 gennaio tra il governatore Lombardo e il premier Monti.

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