Milano, la Finanza nella sede di Standard & Poor’s

La sede di Milano di Standard & Poor's
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Perquisizioni e controlli sono stati disposti dalla procura di Trani che ad agosto ha aperto un’inchiesta per manipolazione del mercato. Nel mirino dei pm ci sarebbe anche l’ultimo declassamento dell’Italia. I legali dell’agenzia: "Sorpresi e costernati"

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La Guardia di finanza negli uffici di Milano di Standard & Poor’s . Una perquisizione a sorpresa scattata nella mattinata di giovedì 19 gennaio per una serie di accertamenti disposti dalla procura di Trani, che da agosto indaga con l’ipotesi di accusa di manipolazione del mercato.
La procura pugliese ha puntato i riflettori sulle anomale oscillazioni di Borsa che si sarebbero verificate nel 2010 e nel 2011 in un'inchiesta che vede indagati alcuni esponenti delle agenzie di rating Standard & Poor's e Moody's. Venerdì scorso Standard and Poor's ha annunciato ufficialmente di aver ridotto il rating sovrano dell'Italia di due livelli portandolo a 'BBB+' da 'A' con l'outlook sul merito di credito negativo. Le società hanno negato ogni addebito. Secondo indiscrezioni le indagini della procura riguardano anche quest'ultimo declassamento.
"Standard and Poor's è sorpresa e costernata da queste indagini sulle sue valutazioni indipendenti. Le accuse fatte sono del tutto prive di fondamento e senza merito e con forza difenderemo le nostre azioni, la nostra reputazione e quella dei nostri analisti" dice l'agenzia.
"Stiamo lavorando a 360 gradi", ha detto invece il pm di Trani, titolare dell'inchiesta, Michele Ruggiero senza aggiungere ulteriori dettagli.

Inchiesta partita ad agosto - La procura pugliese lo scorso agosto aveva fatto eseguire dei sequestri di documenti nelle sedi milanesi delle agenzie oltre a un ordine di esibizione alla Consob di Roma. I magistrati pugliesi - che parlano di "giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti" da parte delle agenzie - accusano gli analisti di Standard & Poor's di manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate per aver "elaborato e diffuso", a "maggio, giugno e luglio 2011 - anche a mercati aperti - notizie non corrette (dunque false anche in parte), comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario e bancario italiano".

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Tre persone indagate - Tre gli indagati i cui nomi venivano indicati nell'ordinanza con l'accusa di avere elaborato e diffuso tra maggio e luglio, anche a mercati aperti, notizie non corrette idonee a provocare "una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari". Si trattava di Eileen Zhang di S&P Europe a Londra, Frank Gill di S&P Europe a Londra e Moritz Kraemer di S&P Europe a Francoforte. Inoltre, tra gli indagati compariva anche un analista senior di Moody's all'epoca ancora da identificare, nei confronti del quale la Procura procedeva con l'accusa di manipolazione del mercato.
Secondo i pm di Trani, si rilevava nell'ordinanza del 3 agosto 2011, gli indagati "elaboravano e diffondevano" tra maggio e luglio scorsi "anche a mercati aperti" notizie "non corrette (dunque false anche in parte) comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario e bancario italiano, concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari".
Per Moody's invece l'accusa si limita alla manipolazione del mercato relativamente all'intervento del 6 maggio 2010 per aver "elaborato e diffuso a mercato aperto, verso le ore 11.15, notizie false (anche in parte) sulla tenuta del sistema economico e bancario italiano".

Anche la procura di Milano su S&P - C'è anche un “faro” milanese su Standard & Poor's: alla fine del novembre scorso la Guardia di finanza di Milano si sarebbe presentata nella sede meneghina dell'agenzia di rating per una verifica di routine con l'acquisizione di documenti. Un accertamento che avrebbe dato esiti interessanti, stando a quanto riferito da fonti investigative, e potrebbe dare impulso a un'inchiesta da parte della procura di Milano autonoma rispetto a quella condotta dalla magistratura di Trani. Le carte acquisite sono state consegnate al procuratore aggiunto Francesco Greco.

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