Giglio, ricerche ferme. Polemica sui domiciliari a Schettino

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La Costa Concordia si è spostata di pochi centimetri e il movimento è pericoloso per i sub. Il pm contro la scarcerazione del comandante: "Può fuggire". Il gip nell'ordinanza: "Guardava la nave affondare". LO SPECIALE

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LA CONFERENZA STAMPA
: Costa Crociere: "Un errore umano"

LA TELEFONATA - "Schettino, salga a bordo": l'audio della telefonata

I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno sospeso le ricerche di eventuali dispersi a bordo della Concordia, la nave della Costa Crociere naufragata venerdì 13 gennaio scorso a poche decine di metri dall'Isola del Giglio, perché l'imbarcazione si è mossa leggermente. Lo ha riferito il portavoce dei vigili del fuoco Luca Cari. La nave si è spostata di pochi centimetri, ma il movimento rappresenta comunque un rischio per i sub. La sospensione è scattata alle 8 del mattino di mercoledì 18 gennaio. Al momento le vittime accertate sono 11, i dispersi 22. Intanto, sono state diffuse le motivazioni per cui il gip di Grosseto ha concesso gli arresti domiciliari al comandante Francesco Schettino , una decisione che ha scatenato non poche polemiche . Per il gip non sussiste il pericolo di fuga, né quello di inquinamento delle prove ma quello di reiterazione di reato.
La Procura di Grosseto, però, resta di tutt’altro avviso e sta valutando il ricorso al tribunale del Riesame.
La decisione del gip non convince però neanche l'avvocato del comandante Schettino, Bruno Leporatti, il quale ha fatto sapere di valutare l'ipotesi di impugnare il provvedimento.: "Rischio di reiterazione? Un’affermazione che mi lascia perplesso", ha detto nel corso di una conferenza stampa ( GUARDA IL VIDEO) .

Pm: "Schettino può fuggire dai domiciliari"-
Per il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio "è possibile che Schettino possa fuggire dagli arresti domiciliari". Per il procuratore era necessario che Schettino rimanesse in carcere "per la sua personalità e per i reati che gli vengono contestati (accusato di omicidio colposo plurimo, abbandono della nave e naufragio, ndr ) e non vorremmo che (con i domiciliari, ndr ) possa sottrarsi alle sue responsabilità".
Sul naufragio della Costa Concordia, per ora, gli indagati rimangono due: il comandante Francesco Schettino e il primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio. Secondo quanto si apprende in ambienti giudiziari, la Procura sta valutando altre posizioni per una possibile iscrizione nel registro degli indagati.

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Gip: "Avvicinamento sconsiderato ed eccessivo" - Nelle motivazioni dell'ordinanza con cui il gip ha concesso gli arresti domiciliari a Schettino, si legge che il comandante della Costa Concordia "guardava la nave affondare" dall'Isola del Giglio dopo averla abbandonata mentre era ancora in corso l'evacuazione. Il gip sottolinea che il comandante non fece alcun "tentativo serio" di tornare "almeno in prossimità della nave" dopo essere sbarcato mentre erano ancora in corso le operazioni di abbandono nave da parte dei passeggeri. Il gip parla anche di "grave imprudenza e imperizia di Schettino" nell'avvicinarsi a "0,28 miglia di distanza marina" dall'Isola del Giglio e di un "ritardo dei segnali di allarme", ma spiega di aver concesso i domiciliari, non convalidando il fermo in carcere, perché "non sussiste il concreto pericolo di fuga" e neppure di "inquinamento delle prove". Nell'ordinanza, infine, il gip definisce l'affondamento della Costa Concordia "un disastro di proporzioni mondiali. Ricorre senz'altro l'oggettiva gravità del fatto, un disastro di proporzioni mondiali, e ricorre la condotta gravemente colposa configurabile a carico del comandante della Costa Concordia". E sottolinea: "La grave imperizia, imprudenza, negligenza che connota la condotta del comandante Francesco Schettino rendono concreto e attuale il pericolo di reiterazione dei reati della stessa specie di quelli per cui si procede, ossia reati gravemente colposi ai danni di terzi affidati".

Schettino: "Ho sbagliato una manovra ma non sono scappato" - Il comandante Francesco Schettino , rientrato nel suo paese (Meta di Sorrento), si è difeso parlando con i suo amici. E' apparso provato ma anche sereno a chi lo ha incrociato dopo il rientro a casa, dove si trova agli arresti domiciliari.
Il paese si è stretto intorno al comandante della Costa Concordia, così come ovviamente la famiglia. Il parroco di Meta di Sorrento, Don Gennaro Starita, ha detto: "Umanamente lo hanno ucciso" .

L'inchino a Procida e la censura della Costa Crociere - Nel 2010 il comandante Francesco Schettino si era avvicinato, a bordo della Concordia, per salutare gli abitanti e i turisti dell’isola campana. Il blog della compagnia aveva pubblicato un post per celebrare l’evento e ringraziare il capitano. Ma dopo il naufragio è stato cancellato.

Operazioni anti-inquinamento - In giornata saranno completate le operazioni per la posa di quasi 800 metri di barriere anti-inquinamento attorno all'imbarcazione, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters Lorenzo Barone, un esperto di ecologia marina che coordina per conto del ministero dell'Ambiente la flotta di Castalia Ecolmar S.C.p.A, società specializzata nelle operazioni anti-inquinamento e nelle bonifiche. In giornata arrivano al Giglio anche il "pontone" e le altre attrezzature necessarie al travaso delle circa 2.300 tonnellate di carburanti a bordo della Concordia, ha detto Barone. Delle operazioni di svuotamento dei serbatoi è incaricata una ditta olandese, la Smit, che opera in collaborazione coi tecnici livornesi della Neri. “Per il recupero delle 2.400 tonnellate di combustibile dai serbatoi della Costa Concordia, ci vorranno dalle 2 alle 5-6 settimane” ha detto a SkyTG24 Max Iguera, responsabile delle operazioni all'Isola del Giglio della Smit Salvage. E ha sottolineato: l'operazione "è molto complicata".

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Clini: "Queste navi hanno un carico di carburante simile alle petroliere" - Nel pomeriggio di mercoledì 18 gennaio il ministro dell'Ambiente Corrado Clini riferisce in Aula sul naufragio. Ospite di "Rapporto Carelli", l'approfondimento di SkyTG24, il ministro ha detto che "la speranza di ritrovare ancora delle persone è ancora viva. La priorità resta questa. Dall’altro lato abbiamo attivato la procedura per garantire lo svuotamento dei serbatoi in condizioni di sicurezza". E ha aggiunto: "Molto dipende dalla situazione climatica. I serbatoi da svuotare sono molti. Il carburante è denso, perciò dovrà essere prima riscaldato per poterlo aspirare e portato in navi che sono attrezzate per contenere il carburante stesso. Abbiamo, come detto, due condizionamenti: l’inclinazione della nave e le condizioni meteo- climatiche Per rimuovere il relitto della Costa Concordia dagli scogli dell'Isola del Giglio ci vorranno "alcune settimane- mesi". Quello che emerge dall’incidente del Giglio mette in evidenza che "una nave così grande ha un carico di carburante a bordo che la rende per certi versi simile, per la quantità di carburante, ad una piccola nave per il trasporto di prodotti petroliferi”.

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