Il parroco di Schettino: "Umanamente lo hanno ucciso"

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Il comandante della Costa Concordia è tornato a casa, a Meta di Sorrento. Il paese lo difende: "L'impressione è che si voglia creare il mostro". VIDEO

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LA CONFERENZA STAMPA
: Costa Crociere: "Un errore umano"

LA TELEFONATA - "Schettino, salga a bordo": l'audio della telefonata

"Umanamente lo hanno ucciso". Don Gennaro Starita, parroco di Meta di Sorrento, il paese di Francesco Schettino, esprime rabbia soprattutto per "la gogna mediatica di cui è stata vittima il comandante".
"E' una vergogna", dice senza mezzi termini. Poi aggiunge: "Già ci sono stati tutti questi morti, cosa facciamo vogliamo che ci sia un altro morto?". Don Gennaro parla anche della telefonata, che ha fatto il giro del mondo, tra Schettino e De Falco: "E' sembrato un coniglio, ma noi non eravamo lì e poi lui era sotto shock per quanto era successo".

Vogliono creare il mostro -
Una difesa, senza se e senza ma quella del parroco, che rispecchia l'atteggiamento di tutta Meta di Sorrento. Gli abitanti del paese si stringono attono al comandante; certo "c'è stato un errore umano" dice un uomo ai microfoni di SkyTG24, "ma l'impressione è che si voglia creare il mostro". E aggiunge: "L'inchino è una tradizione consolidata". E mostra una vecchia foto che ritrae una nave da crociera vicina alla costa, lontana non più di 100, 150 metri, avvicinatasi proprio per salutare l'isola del Giglio.

La famiglia si stringe attorno al capitano - In quello che è un paese di marinai non fanno che ripetere questo detto: "Chi va per mare naviga, chi sta a terra giudica". Come a dire: "Si stanno dicendo un sacco di infamie, ma Franco chiarirà tutto". C'è chi, quanto accaduto, lo definisce una "tragedia", chi "un incidente che poteva capitare a tutti". La Zia Laura, risponde al telefono con un filo di voce. "E' successa una diavoleria, noi siamo una famiglia di naviganti, abbiamo fatto sempre il nostro dovere - dice - la mamma di Franco è distrutta, si stanno dicendo su suo figlio troppe infamie. Ma chi sbaglia deve pagare, e pagherà".  Davanti casa del comandante Schettino c'è anche Francesco Amato, per oltre dieci anni comandante. Hanno lavorato insieme, lui e Schettino, sulla Tirrenia. "Siamo cresciuti insieme e tutti quanti, in paese, ci siamo subito accorti di quanto lui fosse bravo -racconta - lui era il top tra tutti noi. Ed è per questo che anni fa gli dicemmo che se voleva fare carriera dove cambiare compagnia, doveva puntare sulla Costa. Così ha fatto una splendida carriera".
Se gli si chiede del contenuto della telefonata tra Schettino e il capitano De Falco, l'ex comandante resta per un attimo in silenzio: "Certo mi ha deluso, ma sono convinto che la sua è stata una reazione dettata dallo shock".

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