Schettino ai domiciliari: "Sono inciampato nella scialuppa"

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Il capitano della Costa Concordia ammette: "Ho sbagliato manovra". Ma ripete: "Non ho abbandonato la nave". E' accusato anche di aver lasciato in balia degli eventi minori e disabili. Scontro sulla scarcerazione, il pm: "Non capisco". FOTO E VIDEO

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LA TELEFONATA - "Schettino, salga a bordo": l'audio della telefonata

Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, su cui pesano le accuse di omicidio colposo plurimo e abbandono della nave, è tornato a casa, a Meta di Sorrento, mentre fa il giro del mondo la telefonata (I QUOTIDIANI STRANIERI) in cui l'ufficiale della Guardia Costiera di Livorno gli intima di tornare a bordo. Schettino si è difeso davanti al gip di Grosseto che, alla fine, gli ha concesso i domiciliari. Decisione questa che ha sorpreso il procuratore di Grosseto: "Non capisco" ha detto il pm.

"Sono inciampato nella scialuppa" - Il dramma della Costa Concordia, i retroscena, le analisi, i racconti dei superstiti sono ancora protagonisti delle pagine dei quotidiani in edicola. A quattro giorni di distanza dal disastro, infatti, sono tanti i punti da chiarire. Mentre sale a 11 il bilancio dei morti accertati. I dispersi ancora 28. (QUI L'ELENCO)
Nella giornata di martedì 17 gennaio, il comandante Schettino è stato interrogato dai pm. E, secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica, avrebbe fatto le prime ammissioni di colpa. "Ho virato troppo tardi" avrebbe detto, ma "non ho abbandonato la nave". Stando al suo racconto è "inciampato nella scialuppa". I suoi compaesani, intanto, non hanno dubbi: "Stanno cercando di creare il mostro" dicono gli abitanti di Meta di Sorrento, che difendono il lavoro di Schettino. (IL VIDEO)

Accusato di aver abbandonato minori e disabili - Intanto, sul Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini ricostruisce le accuse mosse a "capitan codardo", come lo ha ribattezzato il quotidiano Libero.
"L’accusa gravissima per chi è il responsabile della nave è quella di aver «abbandonato 300 persone incapaci di provvedere a se stesse e delle quali doveva invece avere cura» - si legge sul quotidiano di via Solferino - Il riferimento è ai disabili, ai bambini, agli anziani che erano a bordo della Concordia e che sono stati lasciati in balia degli eventi mentre «Schettino, nonostante quanto previsto dalla legge, non è sceso per ultimo». Una violazione pesante, ma soprattutto un’onta che il comandante ha provato ieri a spiegare con una ricostruzione difficilmente credibile: «Non avevo alcuna intenzione di scappare, stavo aiutando alcuni passeggeri a mettere in mare una delle scialuppe. Ad un certo punto il meccanismo di discesa si è bloccato, abbiamo dovuto forzarlo. All’improvviso il sistema si è riattivato e io, dopo aver sbattuto, mi sono ritrovato dentro la barca di salvataggio insieme a numerosi passeggeri».

Le storie, i drammi -
Ci sono Franchina e Giuliana, che hanno vinto la lotteria; Maria Rita e Michele che hanno tratto in salvo i bambini; il sommozzatore sardo che ha trovato il corpo del corregionale; Susy, che aspetta che la sua bimba di cinque anni torni tra le sue braccia. Sono tante le storie, i drammi della tragedia della Costa Concordia. Concita De Gregorio, a pagina 10 di Repubblica, racconta di "quei destini incrociati nel mare del Giglio". E sull'isola, mercoledì 18 gennaio, sono arrivati dalla Puglia i genitori di Giuseppe, il batterista che ha lasciato il suo posto sulla scialuppa a un bambino. "La famiglia appende le foto in vari luoghi all'isola del Giglio: «Se sapete qualcosa, se l'avete visto, chiamateci»" scrive Benedetta Argentieri sul Corriere della Sera.

De Falco, l'unico eroe - Ma sulle pagine dei quotidiani, in Rete, sui principali social network, il vero protagonista è lui, Gregorio De Falco, il capitano che ha ordinato al comandante Schettino di risalire in nave per mettere in salvo tutti i passeggeri (L' AUDIO). "L'unico eroe" scrive Gramellini su La Stampa; "L'ufficiale che riscatta l'onore italiano" è il titolo del taglio basso del Giornale; "Grazie capitano" dice Aldo Grasso nel lungo editoriale in prima pagina del Corriere.
Lui, però, De Falco, continua a ripetere una sola cosa: "Non esaltatemi".

Troppo tardi, forse. Sul Web, l'uomo che guida la sezione operativa della capitaneria di porto di Livorno è già diventato il simbolo del riscatto. (IL VIDEO)

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