Giglio, tecnici al lavoro per evitare il disastro ambientale

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Gli specialisti olandesi sono impegnati da 48 ore ad aspirare il carburante presente nei serbatoi della Costa Concordia, incagliata davanti all’isola toscana. Per terminare l’operazione serviranno due settimane, poi la nave andrà raddrizzata

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Prima va recuperato il carburante, poi andrà recuperato il relitto. A questo stanno lavorando i tecnici olandesi della Smit, la società specializzata di Rotterdam che da sabato 14 gennaio sono al lavoro sul relitto della Costa Concordia incagliata all'Isola del Giglio. Già da 48 ore gli specialisti sono impegnati a 'debunkerare' cioè ad aspirare dalla nave il carburante presente nei serbatoi, così da scongiurare danni ambientali. Nei serbatoi della Costa Concordia ci sono circa 2.400 tonnellate di carburante. Per questa operazione serviranno almeno 2 settimane. Il passo successivo sarà quello di raddrizzare la nave, mettendola in condizione di galleggiare e poi rimorchiarla in cantiere.

Il transatlantico è lungo 293 metri e pesa 114.500 tonnellate. In sostanza, spiegano gli ingegneri olandesi, la nave va rimessa in verticale, con dei grandi pali piantati in mare nella parte opposta all'inclinazione, per dare la controspinta; poi l'imbarcazione andrà imbragata e sollevata con paranchi e cassoni galleggianti. Nel frattempo va riparata la falla e occorre far fuoriuscire l'acqua con delle pompe idrovore. Solo a quel punto la Costa Concordia potrà essere rimorchiata in cantiere, dove l'armatore deciderà se restaurarla o demolirla. Se non riuscisse questa operazione, c'è una seconda opzione, ovvero smontare il natante pezzo a pezzo, un'operazione più lunga e complicata, viste le dimensioni del natante.

Sul naufragio della Costa Concordia e sui possibili rischi è tornato a parlare il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, che ha lanciato l'allarme: "Il rischio ambientale per l'isola del Giglio è altissimo, l'obiettivo è quello di evitare che il carburante esca dalla nave e stiamo lavorando su questo". E in un'intervista a La Stampa ha accusato: "Questi sono condomini galleggianti, non possono muoversi come fossero vaporetti. Non ci sono molti commenti da fare non deve succedere e basta". Poi, sul passaggio sotto costa delle navi da crociera ha spiegato: "Già ci sono regole e limitazioni, ma sono in parte temperate e qualche volta aggirate. E' passata la linea che è più conveniente rafforzare l'offerta turistica dal punto di vista della compagnia che non avere attenzione alla zona che si attraversa, cioè avere in mente la prevenzione. E' un ragionamento che purtroppo ricorre in Italia, dalla sicurezza del lavoro alla sicurezza dell'ambiente. Questo ne è un esempio clamoroso".

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