Mafia, omicidio Di Matteo: ergastolo a 5 boss

1' di lettura

Il bambino di 13 anni, figlio di un pentito, era stato sequestrato, strangolato e poi sciolto nell'acido nel 1996. La Corte d'Assise di Palermo ha condannato al carcere a vita Graviano, Messina Denaro, Giacalone e Giuliano. Dodici anni a Spatuzza. VIDEO

Guarda anche
Di Matteo: "Nessun perdono per gli assassini di mio figlio"


La Corte di Assise di Palermo ha condannato all'ergastolo 5 boss per l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, 13 anni, sequestrato, strangolato e sciolto nell'acido l'11 gennaio '96 (ascolta nel video in alto la lettura della sentenza). Il pentito Gaspare Spatuzza è stato condannato a 12 anni. Carcere a vita invece per Giuseppe Graviano, Matteo Messina Denaro, Luigi Giacalone, Francesco Giuliano e Salvatore Benigno.

I giudici hanno riconosciuto, inoltre, una provvisionale di 80mila euro alla madre del ragazzino, Francesca Castellese, e 50mila al fratello Nicola che si erano costituiti parte civile. Il padre Santino Di Matteo, invece, non aveva compiuto questo passo per non mettere in difficoltà gli altri due. E in un un'intervista a SkyTG24 aveva dichiarato: "Non perdono nessuno. E' la cosa più ingiusta e più ignobile che possa esistere sulla terra".

Sostanzialmente confermate, dunque, le richieste formulate il 7 novembre 2011 dal pm Fernando Asaro il quale per Spatuzza, però, aveva chiesto una condanna più lieve, 10 anni. Il ragazzino era stato sequestrato il 23 novembre 1993. L'obiettivo dei mafiosi era tappare la bocca al pentito Santino Di Matteo, padre dell'ostaggio. Il collaboratore continuò invece a parlare e il figlio fu ucciso, e il corpo sciolto nell'acido, su ordine di Giovanni Brusca, nel gennaio 1996, dopo oltre due anni di prigionia.

Per l'accusa Giuseppe Graviano e Matteo Messina Denaro erano perfettamente consapevoli, al momento del sequestro del piccolo Di Matteo, che l'ostaggio sarebbe stato comunque ucciso.  La stessa consapevolezza è da ascrivere anche agli altri tre imputati, Giuliano, Giacalone e Benigno, mentre Gaspare Spatuzza merita l'attenuante speciale della collaborazione e le attenuanti generiche.

Il pm aveva definito "assolutamente determinante" il contributo di Spatuzza al chiarimento di una serie di aspetti di questa vicenda: "Il suo contributo ha retto nonostante i comprensibili tentativi di demolizione da parte delle difese".

Leggi tutto