Naufragio al Giglio, parla il commissario di bordo. VIDEO

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Manrico Giampietroni è stato salvato dopo essere rimasto 36 ore incastrato nel relitto della Costa Concordia con una gamba rotta. Era tornato a bordo per controllare che tutti fossero scesi. "Ho fatto il mio dovere" ha detto ai microfoni di SkyTG24

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"Sono rimasto perché ho delle responsabilità verso i passeggeri". Manrico Giampietroni, il commissario di bordo della Costa Concordia, la nave naufragata sugli scogli dell'isola del Giglio, salvato dopo 36 ore, racconta SkyTG24  la sua terribile esperienza.

L'uomo di 56 anni, dopo il naufragio, era tornato a bordo, nel ristorante del ponte 3 della nave per verificare che tutti fossero usciti dalle cabine, dopo aver aiutato altri passeggeri a salire sulle scialuppe, e aver dato ordini agli altri membri dell'equipaggio. Lì è rimasto intrappolato e ha rischiato di morire: dopo essere scivolato, si è rotto una gamba, senza riuscire più a risalire. Ma nonostante l"'incubo" ha "sempre sperato nella salvezza", come ha detto all'arrivo all'ospedale di Grosseto. "Avevo un compito - spiega Giampietroni - e ho cercato di fare del mio meglio".

Le immagini della barella issata con il verricello a bordo di un elicottero hanno fatto il giro del mondo. Al suo arrivo a Grosseto è stato subito visitato dai medici che lo hanno ricoverato, a scopo precauzionale, in rianimazione: ha una sindrome da schiacciamento, una frattura scomposta e uno stato di ipotermia, ma non è in pericolo di vita.

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