Naufragio Costa Concordia, salgono a 5 i morti

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Ritrovati altri due corpi, mentre continuano i soccorsi per rintracciare i dispersi. Il commissario di bordo trasportato in elicottero in barella. La procura sequestra la scatola nera: la nave si trovava a solo 150 metri dalla costa. VIDEO, FOTO

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VIDEO: I soccorsi visti dall'alto- Il racconto dei testimoni - Paura sulla scialuppa: il filmato - L'odissea di una famiglia cilena - Marrico, l'ufficiale eroe, salvato con l'elicottero

INTERVISTE: Il procuratore: "Una manovra azzardata" - Il direttore di Costa Crociere: "Difficile dire cosa sia successo" - Il ministro Clini: "Le navi crociera sono pericolose"

APPROFONDIMENTI
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(In fondo all'articolo tutti i video sul naufragio)

5 morti, 15 dispersi. E' questo il bilancio, ancora provvisorio, del naufragio della nave Costa Concordia, rimasta incagliata nella serata di venerdì 13 dicembre nei pressi dell’isola del Giglio e ora semi-affondata (guarda le foto).
Gli ultimi due cadaveri, di due persone anziane, sono stati individuati nella parte sommersa della poppa della nave dai sommozzatori della Guardia costiera.
Qualche ora prima, i vigili del fuoco avevano salvato un membro dell'equipaggio, il capo commissario di bordo Marrico Giampetroni, trasportato in elicottero in barella (guarda le foto). "Ho sempre sperato nella salvezza, ho vissuto 36 ore di incubo", sono state le sue prime parole.  Altri due passeggeri che non risultavano tra quelle soccorse e identificate si sono presentate a Roma presso un ufficio delle forze dell'ordine, mentre una giovane coppia coreana, che si trovava in viaggio di nozze, è stata salvata. Per estrarli è stata necessaria un'ora e mezza di lavoro.
I loro nomi sono Hye Jim Jeong e Kideok Han, entrambi dell'83. Quando sono scesi all'isola del Giglio dopo il salvataggio avevano i volti provati, ma erano tranquilli.
Il vigile del fuoco Fabio Bargagna, capo della squadra speleo-alpino-fluviale (Saf) che li ha tirati fuori, ha raccontato così (guarda il video) le fasi del salvataggio: "Abbiamo perlustrato la nave, iniziando dal ponte 6, controllando cabina per cabina. Arrivati a poppa, abbiamo chiamato, con la speranza che qualcuno ai piani inferiori ci rispondesse. E così è stato".

Fermato il comandante - Il comandante Francesco Schettino, intanto, si trova in stato di fermo: tra le accuse contestate, oltre a naufragio e omicidio colposo plurimo, anche l'abbandono della nave (l'intervista al procuratore), che secondo la procura al momento dell'impatto si trova a solo 150 metri dalla costa. Al momento della collisione la nave ospitava 4.229 persone a bordo, 3.216 passeggeri e 1.013 membri dell'equipaggio. I magistrati hanno giustificato il fermo del comandante, Francesco Schettino, (ascolta le parole del legale del comandante) con il pericolo di fuga e di inquinamento delle prove.
Schettino, secondo quanto riferiscono le agenzie di stampa, sarebbe stato più volte invitato a risalire sulla nave dal personale della guardia costiera. Quando i militari convogliati all'isola del Giglio dalla Capitaneria di porto di Livorno lo hanno individuato giù dalla nave, lo stesso comandante  avrebbe assicurato che sarebbe risalito a bordo, ma ciò non è mai avvenuto.

Due inchieste - Il fermo del comandante non è però l'unica azione della procura. Due inchieste sono state aperte per capire come e perché la nave si trovasse lì: vuole saperlo il ministero delle Infrastrutture, e, soprattutto, vogliono saperlo i magistrati di Grosseto, che indagano per disastro, omicidio e naufragio colposi.  Assieme a lui è indagato anche l'ufficiale di plancia. Una prima risposta potrà arrivare dalle scatole nere, prelevate e sequestrate dalla Procura, ma è già chiaro a tutti che la nave si trovava dove non doveva essere. Ora bisogna stabilire il perché.

Il racconto dei passeggeri, le reazioni sul web, le polemiche
- Tante e diverse le reazioni a questa tragedia. A cominciare da quelle dei testimoni. "Sembrava di essere sul Titanic", hanno raccontato alcuni passeggeri sconvolti dalla paura. Molti però hanno anche puntato il dito contro l'equipaggio della nave, a loro a viso non all'altezza della situazione.
Su Internet centinaia di commenti: la pagina Facebook della Costa Crociere è stata invasa dai messaggi. Tanta solidarietà, ma anche qui qualche polemica: "Con tutta la tecnologia a disposizione come possono accadere ancora disgrazie del genere?".

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