Vigile ucciso a Milano, arrestato un uomo in Ungheria

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Secondo gli investigatori della Squadra Mobile si tratta del conducente del Suv che lo scorso 12 gennaio ha investito e ucciso durante un controllo Nicolò Savarino. Nel suo "curriculum" diversi precedenti penali. Era pronto a fuggire in Sudamerica

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E' un truffatore abituato a fornire sempre diverse identità e con una vasta rete di appoggi, Goico Jovanovic, 24 anni, il nomade di passaporto tedesco arrestato in Ungheria con l'accusa di essere stato alla guida del Suv che lo scorso 12 gennaio ha investito e ucciso a Milano il vigile Nicolò Savarino di 42 anni.

Nonostante la sua abilità nel far perdere le tracce, però, gli investigatori della Polizia locale e della Polizia di Stato lo hanno preceduto sul tempo riuscendo a farlo bloccare in una località denominata Kelebia, al confine con la Serbia, prima che potesse dirigersi in Sudamerica.

Jovanovic, la cui identità era nota già la mattina seguente l'omicidio, grazie agli accertamenti della Polizia locale sul suv ritrovato da una pattuglia di vigili motociclisti, è stato trattenuto dagli agenti della polizia di frontiera ungherese per dei controlli, probabilmente imbeccati in modo informale dalla Squadra mobile milanese che stavano alle costole del fuggitivo. Ma è stato solo grazie all'arrivo di un mandato che è stato possibile arrestarlo. Dalle intercettazioni, infatti, risulta che Jovanovic voleva tornare in Serbia, dove aveva soldi e amicizie, per poi organizzare una fuga in Sudamerica.

Quando ha capito che per lui era finita, Goico Jovanovic, alias Reni Nikolic, alias Goico Nikolc, era trattenuto negli uffici della polizia di frontiera ungherese da quasi 20 ore. La sua speranza, quindi, era che venisse presto rilasciato. Invece, grazie al Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, è stato possibile coordinare le indagini e far giungere in tempi strettissimi l'ordinanza di custodia cautelare con l'accusa di omicidio aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. L'ordine di custodia cautelare e il mandato di cattura europeo (Mae), sono stati firmati dal gip di Milano Giuseppe Vanore, su richiesta del pm Mauro Clerici.

"Siamo orgogliosi di avere collaborato con la Polizia locale e di essere arrivati a questo risultato - ha detto stamani in conferenza stampa il dirigente della Squadra Mobile, Alessandro Giuliano - ora però le indagini proseguono per definire le posizioni rimanenti". Che però, come è stato fatto notare a margine della conferenza, riguarderebbero reati meno centrali, come il favoreggiamento per l'altro uomo che stava in auto con Jovanovic. Quello che invece rimane da capire è per quale motivo Jovanovic si sia spinto a uccidere per non essere controllato, quel giorno, nel parcheggio. "Certamente doveva avere un buon motivo", si è limitato a rispondere il comandante della Polizia Locale, Tullio Mastrangelo.

Di certo né lui né il suo amico in auto con lui erano ricercati. E i cani e i rilievi scientifici nell'abitacolo non hanno evidenziato tracce di droga. Però non si esclude che nella vettura ci potessero essere molti soldi, veri o facsimile, che vengono usati nelle cosiddette "truffe veloci". Jovanovic, pur risiedendo formalmente a Busto Arsizio (Varese) gravitava proprio su Milano e operava in quel contesto criminale. "Milano non dimenticherà Nicolò - ha detto il sindaco, Giuliano Pisapia - E il lutto cittadino nel giorno del suo funerale sarà solo il primo omaggio che la città gli dedicherà". Lunedì 16 , tramite il ministero della Giustizia, il mandato di cattura verrà trasmesso alla magistratura ungherese che in tre o quattro giorni dovrebbe estradare Jovanovic.

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