Da big babol a big brothers, l'errore nelle intercettazioni

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Riguarda l'inchiesta sull'ex vice presidente del Consiglio Regionale lombardo Franco Nicolo Cristiani, accusato di tangenti. Per gli inquirenti una delle indagate aveva parlato in codice delle banconote da 500 euro. Ma il Corriere rivela: è un malinteso

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Nei giorni scorsi era arrivata la decisione del Tribunale del Riesame: l'ex vice presidente del Consiglio Regionale Franco Nicolo Cristiani rimane in carcere. E' accusato dalla Procura milanese di corruzione per avere intascato una tangente di 100 mila euro per accelerare autorizzazioni per la cava di Cappella Cantone nel Cremonese, da trasformare in discarica d'amianto.  

Ma dal Tribunale è arrivata anche una "correzione" rivelata venerdì 13 dal Corriere della Sera. Nelle intercettazioni ambientali si parlava di "big babol" intesi dagli inquirenti come banconote da 500 euro per una tangente di 100.000 euro al vicepresidente del Consiglio regionale lombardo. "Solo che adesso - scrive Luigi Ferrarella - emerge che la moglie dell’imprenditore pagatore della tangente, il 26 settembre in auto con il mediatore della mazzetta, in realtà non aveva detto 'stai parlando dei big babol?' a proposito delle banconote da 500 euro, ma 'stai parlando dei big brothers', riferendosi a due fratelli soci del marito". Aggiunge il Corriere: "Fortuna, per l’inchiesta, che l’incidente non sposta moltissimo: sono infatti ben altri (a cominciare dall’ammissione del pagatore) gli elementi d’accusa che hanno indotto il gip di Brescia ad arrestare il politico il 30 novembre, poi il gip di Milano (per competenza territoriale) a ribadirne l’efficacia (ma non a caso senza più cenni alle 'big babol'), e infine il  Tribunale del Riesame a confermarlo".

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