Naufragio, il procuratore a SkyTG24: "Una manovra azzardata"

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Francesco Verusio, a capo delle indagini sull’incidente all’isola del Giglio, spiega: "La rotta non doveva essere quella". Poi, conferma l’abbandono della nave da parte del comandante, in stato di fermo, e dice: "I sistemi di comando non hanno funzionato"

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“La rotta non doveva essere quella”. Il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, spiega a SkyTG24 quello che è emerso dalle prime indagini sul naufragio della Costa Concordia che hanno portato anche al fermo del comandante Francesco Schettino. Del quale dice: “Se ha abbandonato la nave? Purtroppo devo confermare questa circostanza”. Tra le accuse contestate, oltre a naufragio e omicidio colposo plurimo, c’è infatti a carico del comandante anche l'abbandono della Costa Concordia.
“Abbiamo sentito tutte le persone dell’equipaggio per capire cosa fosse successo, la rotta non doveva essere quella e il comandante si trovava sulla plancia di comando – ha spiegato il procuratore Verusio – per cui abbiamo disposto il suo fermo e il sequestro della nave e della scatola nera”.
Quanto alle polemiche sui soccorsi e in particolare all’accusa rivolta da alcuni passeggeri ai membri dell’equipaggio ritenuti “impreparati”, il procuratore di Grossetto ha spiegato: “Più che l’equipaggio, credo che sono stati i sistemi di comando che non hanno funzionato come dovuto”.
Poi ha concluso: “Stiamo valutando l’eventuali responsabilità di altre persone in questa manovra così azzardata, ci vuole un po’ di tempo per capire quante responsabilità possono venire fuori dalle indagini”.

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