Costa Concordia, rotta sbagliata o scoglio non segnalato?

1' di lettura

Prime ricostruzioni sulla dinamica del naufragio all’Isola del Giglio che ha provocato morti e feriti. L’unica certezza è che è stata urtata una roccia. “Non era indicata sulle mappe”, dice il comandante. Ma per altri la nave “non doveva trovarsi lì”

Guarda anche:

FOTO: Le prime foto della nave naufragata - La notizia fa il giro del mondo - I naufraghi della Costa Concordia - Le testimonianze sul web - Lo squarcio di 70 metri - Il Gigante dei mari prima e dopo

VIDEO: I soccorsi visti dall'alto- Il racconto dei testimoni - Il direttore di Costa Crociere: "Difficile dire cosa sia successo"

APPROFONDIMENTI
: Costa Concordia: un "gigante del mare" di 115 tonnellate - Dalla Moby Prince alla "strage di Natale": i precedenti - La rotta della nave: mappa - I dubbi dal web - Sport: la nave dove De Laurentiis riabbracciò il Pocho - Dopo il naufragio l'allerta ambientale

(In fondo all'articolo tutti i video sul naufragio)

di Valeria Valeriano

“Uno sperone di roccia che non era segnalato”. Il naufragio della Costa Concordia, avvenuto nella serata di venerdì 13 gennaio davanti all’Isola del Giglio, sarebbe stato causato dall’impatto con uno scoglio non indicato nelle carte nautiche. È questa la prima ricostruzione dell’incidente fornita da Francesco Schettino, il comandante della nave che è stato posto in stato di fermo con le accuse di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della Costa Concordia quando ancora molti passeggeri dovevano essere portati in salvo. Dopo l’urto l’acqua avrebbe iniziato a infiltrarsi a bordo rendendo necessario il cambio di rotta verso l'isola. Per fare luce sulle dinamiche dell’incidente, che ha provocato vittime e feriti, sono state avviate più inchieste. Indagano la procura di Grosseto, la capitaneria di porto e il ministero dei Trasporti. Secondo il procuratore della città toscana, Francesco Verusio, il comandante “si è avvicinato molto maldestramente all’Isola del Giglio”. Ma Francesco Schettino, 52 anni, di Meta di Sorrento, si difende: "È successo che mentre camminavamo con la normale navigazione turistica ci siamo scontrati con uno spuntone di roccia che non era segnalato. Eravamo a 300 metri dagli scogli e quello sperone non doveva esserci. Io e l'equipaggio siamo stati gli ultimi ad abbandonare la nave", ha ripetuto ai soccorritori prima e agli investigatori poi.

Dubbi e altre ipotesi. Una ricostruzione ancora parziale, quella del comandante, che però solleva già interrogativi. Gli isolani sostengono che tutti gli scogli intorno al Giglio siano ben segnalati sulle mappe. Solo per un errore o per mancanze di conoscenza, aggiungono, è possibile finirci contro.
Una persona vicina all’inchiesta tecnica che farà luce sulla dinamica del naufragio, parlando con l’Ansa, ha avanzato una spiegazione alternativa. La Costa Concordia, ha detto, “non doveva trovarsi nel punto dove ha impattato lo scoglio”. “Rotta sbagliata”, quindi. “Per un errore umano, un guasto ai dispositivi di bordo o la concomitanza di entrambe le cause: questo verrà chiarito dalle indagini”, ha proseguito la fonte.
Anche sulla rotta, però, c’è confusione. Secondo Costa Crociere il passaggio nel canale tra l’Isola del Giglio e Porto Santo Stefano è una consuetudine che permette ai passeggeri di ammirare meglio la costa. E mentre alcuni pescatori del luogo hanno dichiarato che il passaggio di una nave del genere in quel punto è un fatto insolito, altri abitanti hanno detto che è un’abitudine avvicinarsi al porto per salutare la popolazione. “Molte navi passano dal Giglio a salutare con un fischio di sirena gli abitanti dell'isola. È uno spettacolo molto bello vedere da terra la nave illuminata e anche dalla nave è suggestivo guardare l'isola nel buio, con tutte le luci accese. Ma questa volta è andata male", ha dichiarato Sergio Ortelli, sindaco dell’Isola del Giglio.

Costa Crociere. “È stato un evento imprevedibile aggravato da una non prevedibile inclinazione dell’imbarcazione – ha detto invece Gianni Onorato, direttore generale di Costa Crociere –. Non è corretto dire che la nave era fuori rotta. Finché non sapremo quali sono i motivi che hanno causato l'incidente, non sapremo nemmeno perché la nave fosse vicino alla costa”.
Costa Crociere ha assicurato la massima collaborazione nelle indagini: “La nave ha sistemi sofisticati sia per tracciare le rotte sia per capire che cosa è successo, grazie a sistemi che sono qualcosa di più di una scatola nera. Solo le analisi tecniche ci diranno che cosa é successo”, ha detto Gianni Onorato. Il dg ha specificato che l’imbarcazione “stava procedendo da Civitavecchia verso Savona su una rotta che fa 52 volte l'anno” e che il comandante, “con noi da 11 anni”, era sul ponte di comando al momento della collisione. “Dopo l’urto ha messo in sicurezza la nave, cioè gli ospiti e l’equipaggio, e poi ha dato l’ordine di evacuazione. Purtroppo – ha aggiunto Onorato – c’è stata una inclinazione repentina, troppo veloce della nave. Questo ha fatto interrompere il normale programma di sgombro, che si stava svolgendo correttamente, e le operazioni di salvataggio sono passate nelle mani delle autorità italiane”.

L'ad della Snav: “Errore umano”. Sulle possibili ragioni del naufragio della Costa Concordia ha detto la sua anche il comandante Raffaele Aiello, amministratore delegato della Snav. "Si è trattato di un errore umano molto grave: l'ufficiale che evidentemente in quel momento era al comando ha fatto rotta troppo sotto costa, non seguendo quella tracciata dal comandante, e il tutto senza guardare le mappe nautiche. Ciò ha prodotto l'urto con gli scogli”. Se la nave si fosse trovata in alto mare, ha detto Aiello, “sarebbe colata a picco di sicuro”. “Secondo me – ha proseguito l’ad Snav – il comandante della Costa Concordia è stato molto bravo: una volta accaduto l'impatto, molte miglia prima di dove si è poi andata a fermare, è stato abile nel portare la nave verso terra, trovando un'area utile per farla 'appoggiare' sugli scogli". L’avvicinamento agli scogli, anche secondo molti soccorritori, ha impedito che il naufragio avesse conseguenze ancora più drammatiche.

Leggi tutto