Da Moby Prince alla "strage di Natale". Le tragedie in mare

La nave da crociera Costa Concordia rimasta incagliata e quindi affondata nella tarda serata di venerdì 13 gennaio
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L'incidente della nave da crociera Costa Concordia è solo l'ultimo. Centinaia di persone hanno perso la vita nelle acque italiane per naufragi e collisioni. Dalle vittime del traghetto della Navarma nel 1991 alle tante tragedie di pescatori e immigrati

LE PRIME FOTO DELLA NAVE NAUFRAGATA
I soccorsi visti dall'alto: il video della Guardia di Finanza
Il racconto dei testimoni: "Sembrava il Titanic"
Costa concordia: un "gigante del mare" di 115 tonnellate

(In fondo all'articolo tutti i video sul naufragio)

di Serenella Mattera

Come il Titanic. Il paragone passa di bocca in bocca. Le immagini della Costa Concordia che si inclina su un fianco e affonda nel mare dell’isola del Giglio, riportano alla mente la tragedia in mare più tristemente famosa del ‘900. Quella del transatlantico britannico che si inabissò nell’oceano dopo la collisione con un iceberg, portando con sé 1523 persone.
Ma se si guarda più vicino, le più tranquille acque italiane del Mediterraneo sono state teatro negli anni di incidenti e tragedie, rimasti impressi nella memoria collettiva. Inclusa quella sfiorata dalla stessa Costa Concordia il 22 novembre 2008. Quando, complice il forte vento, la nave da crociera affondata questa notte al Giglio, ebbe una collisione contro la banchina del porto di Palermo. Ma, a parte un ampio squarcio alla nave, nessuno in quella occasione si fece male.

Moby Prince – E’ il 10 aprile 1991 quando il traghetto Moby Prince entra in collisione con la petroliera dell’Agip “Abruzzo”, ancorata a 2,7 miglia dalla costa. Come per la Costa Concordia, l’incidente avviene nelle acque toscane, nella rada del porto di Livorno. E la tragedia è di proporzioni enormi: nella collisione il traghetto della Navarma prende fuoco e si trasforma in un’enorme bara galleggiante per 140 delle 141 persone a bordo. Solo il mozzo Alessio Bertrand riesce a sopravvivere, gettandosi in mare.
Seguono venti anni di domande, rabbia e dolore, per i familiari delle vittime. Due inchieste non riescono ad attribuire colpe. Il primo processo punta sull’incidente causato da un improvviso banco di nebbia, la procura indaga per omissione di soccorso, ma nel ’97 arriva l’assoluzione dei quattro imputati (il terzo ufficiale di coperta dell’Agip, il comandante e l’ufficiale di guardia della Capitaneria di porto, un marinaio di leva). La seconda inchiesta si chiude invece tra le proteste dei familiari delle vittime nella primavera 2011, quando la procura di Livorno chiede l’archiviazione della seconda inchiesta avviata.

Achille Lauro – E’ il 30 novembre 1994 quando al largo delle coste della Somalia un incendio scoppia a bordo dell’Achille Lauro, causando la morte di tre passeggeri e l’affondamento, tre giorni dopo, della nave da crociera. Ma il nome Achille Lauro nella memoria degli italiani è legato al sequestro che la nave subisce il 7 ottobre 1985, al largo delle coste egiziane ad opera di un commando palestinese. La vicenda si consuma in due giorni e ha come unica vittima l’americano Leon Klinghoffer. Ma gli strascichi politici e giudiziari si trascinano per anni.

Susan Borchard – Il 15 gennaio 2007 avviene lo scontro nello Stretto di Messina tra un aliscafo e la nave Susan Borchard, battente bandiera di Antigua. Le vittime sono quattro dei sei membri dell’equipaggio dell’aliscafo.

Padre Pio – E’ il 29 giugno 2005 quando il peschereccio Padre Pio affonda a largo del porto di Casamicciola Terme dell’isola d’Ischia, dopo una collisione con la nave cisterna Audace A. Muoiono i tre uomini dell’equipaggio del peschereccio.

Zafir – Al largo di Guardavalle, nei pressi di Punta Stilo, tra le province di Catanzaro e Reggio Calabria, il 14 febbraio 2000 il mercantile italiano Espresso Catania entra in collisione con la motonave Zafir, battente bandiera portoghese. Lo Zafir affonda e muoiono 14 marinai spagnoli.

Kater I Rades – E’ il 28 marzo del 1997 quando la nave albanese Kater I Rades affonda a circa 35 miglia al largo di Brindisi, dopo una collisione con la corvetta della Marina militare italiana Sibilla. Vengono portate in salvo 34 persone e recuperati quattro cadaveri. Altri 54 corpi saranno estratti dal relitto qualche mese dopo. Il bilancio della tragedia sale però a 86 vittime quando il governo albanese dichiara la morte presunta di altre 28 persone scomparse nel naufragio. Il processo che si conclude nel 2011, stabilisce che i morti sono in totale 108.

Yohan – Nella notte di Natale del 1996 283 immigrati clandestini tra pachistani, indiani e cingalesi Tamil, muoiono annegati nel tratto di mare tra Malta e la Sicilia, dopo lo scontro tra la motonave Yohan e il peschereccio maltese F174. Per anni la tragedia resta avvolta nel mistero. Poi arrivano, nel 2008 e nel 2009, due condanne a 30 anni per l’armatore pachistano Ahmed Sheik Turab e il libanese El Hallal Youssef, comandante della Yohan. La “strage di Natale" è uno degli incidenti più tristemente famosi, nella lunga lista dei naufragi avvenuti nel canale di Sicilia durante i cosiddetti “viaggi della speranza” degli immigrati clandestini verso le coste italiane.

Espresso Trapani – Il 29 aprile 1990 il traghetto Espresso Trapani affonda al largo del porto di Trapani durante la manovra di ingresso in rada. Muoiono 13 persone.

Emmanuelle Delmas e Vera Berlingieri – Il 29 giugno 1979, nei pressi di capo Linaro, tra Fiumicino e Civitavecchia, la Emmanuelle Delmas entra in collisione con la Vera Berlingieri. Si incendiano entrambe e muoiono 24 persone.

Stabia I – Il 3 gennaio 1979 un’ondata scaraventa la motonave Stabia I contro la scogliera del porto di Salerno. Dodici le vittime.

Heleanna – Il 28 agosto 1971 il traghetto greco Heleanna si incendia prima dell’arrivo a Brindisi: muoiono 25 dei 1100 passeggeri.

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