Taxi in rivolta, città bloccate

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Auto bianche ferme da Roma a Napoli. Tensioni nella capitale: tassisti protestano contro i colleghi in servizio. Disagi in stazioni e aeroporti. A Milano battibecco tra i manifestanti e Tabacci. Il garante: valutare la precettazione. VIDEO

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Le immagini della protesta a Genova
Il decreto del governo entro il 20 gennaio

(in fondo tutti i video sulle liberalizzazioni)

Con "assemblee spontanee" sparse un po' in tutta Italia, i conducenti di taxi hanno protestato contro l'annunciata liberalizzazione del settore, mentre le autorità valutano la precettazione se le agitazioni si protrarranno.
A Roma, per l'intera giornata di venerdì 13 gennaio, un messaggio registrato al centralino del 3570 - una cooperativa che conta migliaia di taxi ed è considerata una delle più grandi d'Europa - diceva "a seguito di un'assemblea spontanea non siamo in grado di assicurare il servizio", rimandando a un altro numero, dove potevano chiedere assistenza disabili e persone con particolari urgenze.
In piazza Colonna davanti a Palazzo Chigi, un gruppo di tassisti che manifestava  ha accolto con fischi e calci il passaggio di alcuni loro colleghi in servizio. Guarda il video:


La protesta a Roma - Disagi si sono registrati negli aeroporti e nelle stazioni delle città interessate dalla protesta. A Fiumicino hanno avuto difficoltà soprattutto i viaggiatori stranieri, arrivati in Italia senza essersi preparati un'alternativa per il trasporto urbano. I commenti dei cittadini romani sullo sciopero dei taxi


Disagi in tutta Italia - A Torino, il Radio Taxi 5730 ha assicurato il servizio solo ai disabili e al trasporto di sangue, mentre a Napoli, trasporto assicurato solo per portatori di handicap, donne incinte e malati in viaggio verso ospedali, spiega Radio Taxi Napoli.
Nella città partenopea - dove nei giorni scorsi sono scoppiate le prime proteste dei conducenti di auto bianche - un'assemblea di tassisti ha deciso che l'agitazione continuerà almeno fino a lunedì 16 gennaio, con un presidio permanente nella centrale Piazza del Plebiscito, dove ormai da giorni stazionano centinaia di taxi.

La protesta a Milano - Ampia la protesta anche a Milano, davanti all'aeroporto di Linate e in Stazione centrale, dove si è svolta la manifestazione dei tassisti. "La categoria è determinata e non abbiamo nulla da perdere. Continuiamo finché non sappiamo nulla di concreto, finché non ci ricevono" ha spiegato Walter, uno dei tassisti che stanno discutendo davanti alla Stazione. Gli autisti sono a dir poco arrabbiati: "questo decreto non è un salva-Italia ma un affonda famiglie" dicono. "Ho 54 anni, mi hanno spostato la pensione e praticamente portato via la licenza - ha aggiunto Alfio -. Cosa faccio? vado a sparare così mi danno un monolocale vicino a Toto Riina ad Opera?".


Battibecco tra tassisti e Bruno Tabacci -
All'aeroporto di Milano c'è stato anche un battibecco tra i tassisti in assemblea e Bruno Tabacci, appena arrivato da Roma e di passaggio allo scalo milanese. Guarda il video:


Cicchitto contestato - Contestazioni anche nei confronti di Fabrizio Cicchitto, a Roma, mentre usciva da Palazzo Chigi ( guarda il video ). La folla ha urlato 'buffoni, buffoni' all'indirizzo del capannello di cronisti. Cicchitto, a chi gli chiedeva un commento sulle proteste, ha risposto: "Non replico nulla, non penso che lo dicano a me, potrebbero anche dirlo a lei. Le cose vanno prese con grande comprensione da chi ha degli interessi che riguardano le sue licenze, la sua vita e la sua famiglia", sottolinea Cicchitto. "Abbiamo invitato il governo a sentire anche i tassisti".

La controprotesta su Twitter - Sul sito di microblogging intanto si è scatenata la protesta contro i tassisti. Usando la hashtag #menotaxipertutti molti utenti hanno iniziato a scrivere a favore delle liberalizzazioni e contro lo sciopero selvaggio.  I tassisti sono definiti "una casta" o una "categoria da sopprimere" i "padroni della città" che devono attenersi alle regole come tutti gli altri lavoratori. C'è chi invoca una contro-manifestazione o un contro-sciopero, chi suggerisce di ignorarli appositamente, chi di approfittare del blocco per andare in bicicletta: in molti esprimono perfino soddisfazione, in nome dell'ambiente, della riduzione del traffico e anche della sicurezza stradale. Non mancano riflessioni politiche: su Monti che ha domato Bill Gates e non riesce a spuntarla con i tassisti, sul fatto che 40 milioni di cittadini non riescono a fare qualcosa contro 3.000. A 'cinguettare' sullo sciopero non manca qualche politico: Paolo Gentiloni scrive: "ovviamente è in corso una interruzione di pubblico servizio. Facciamo finta di niente, ministro Cancellieri?". E Franco Frattini commenta: "legittime proteste corporative, ma l'interesse dei consumatori deve essere prevalente".

Ipotesi precettazione - L'Autorità di garanzia sugli scioperi annuncia di aver chiesto alle autorità competenti informazioni sulla protesta, e prospetta il rischio precettazione per i tassisti se le agitazioni continueranno.
"L'Autorità di garanzia ha invitato i Prefetti interessati a valutare se sussistano le condizioni per l'attivazione del potere di precettazione", si legge in una nota
dell'organismo, che chiede inoltre di sapere "se tali astensioni siano riconducibili alle Organizzazioni di categoria, ovvero a comportamenti spontanei di singoli soggetti".

Manifestazioni e scioperi - Intanto, le organizzazioni dei tassisti hanno confermato la manifestazione nazionale di Roma di lunedì 16 gennaio, con il concentramento al Circo Massimo dei conducenti. Il 23 si terrà invece lo sciopero della categoria, anche se l'Autorità di garanzia ha stabilito che l'astensione dal lavoro sarebbe illegittima se dovesse provocare un blocco totale del servizio.
La scorsa settimana l'Antitrust ha proposto l'aumento del numero delle licenze dei taxi, prevedendo meccanismi di "compensazione" per i titolari attuali, come per esempio la
possibilità di vedersi assegnare un'altra licenza gratuitamente. La nuova licenza potrebbe essere venduta recuperando così la perdita di valore del titolo originario. Nel 2007, quando il governo di centrosinistra - con l'allora ministro delle Attività produttive Pier Luigi Bersani, oggi leader del Pd - provò a varare la liberalizzazione del settore,
i tassisti paralizzarono il traffico nella Capitale per alcuni giorni.
Le liberalizzazioni annunciate dal governo Monti dovrebbero riguardare le farmacie, il settore dell'energia e dei servizi pubblici, ma anche gli ordini professionali, dopo i primi
provvedimenti che hanno riguardato gli orari di apertura dei negozi, e che stanno provocando comunque polemiche nelle varie città tra negozianti e consumatori.

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