La mafia lo minaccia, giornalista sotto scorta a Modena

Giovanni Tizian. Fonte foto: associazione daSud
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Ha 29 anni e da tempo si occupa di infiltrazioni della criminalità organizzata al Nord. Adesso, la sua vita è cambiata. Ecco perché è stata lanciata anche sul web la campagna di solidarietà "Io mi chiamo Giovanni Tizian"

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Ha 29 anni, è un giornalista, si occupa di criminalità organizzata e ha scritto diverse inchieste sulle infiltrazioni mafiose al Nord. E ora vive sotto scorta. E' stato minacciato. Il suo nome è Giovanni Tizian; da dopo Natale la sua vita non è più la stessa.
"Stavo per pranzare quando mi hanno chiamato sul cellulare dicendomi che ero esposto a un rischio e che per tutelarmi, e permettermi di proseguire nel mio lavoro, avrei avuto la protezione delle forze dell'ordine. Sul momento non mi sono reso conto di cosa avrebbe significato. Poi giù verso sera ho cominciato a capire" racconta Tizian.
"Due agenti armati e in borghese lo accompagnano tutto il giorno, ovunque, anche quando deve fare la spesa - spiega in prima pagina la Gazzetta di Modena, uno dei giornali col quale Tizian collabora - Per lui è diventato un problema condurre quella che prima era un’esistenza normale. Lo prelevano alla porta di casa e ce lo riportano. Gli affetti, gli amici, anche una banale visita in libreria sono cose diventate, all'improvviso, difficili da gestire nella sua situazione".
Gli agenti gli devono, per così dire, 'coprire le spalle' finché le acque non si saranno calmate.

La campagna di solidarietà - La città di Modena si è stretta attorno al giornalista precario. Il suo nome ha fatto il giro della Rete ed è approdato sui social network. Su Twitter tra le parole più usate figura proprio Giovanni Tizian. #Nonlasciamolosolo cinguettano gli utenti, che in massa rilanciano la campagna "Io mi chiamo Giovanni Tizian" (#iomichiamogiovannitizian) creata dall'associazione daSud con la quale il giovane collabora, e che ha lo scopo di promuovere incontri, iniziative, presentazioni, dibattiti, campagne web e di comunicazione in segno di solidarietà con il giovane. Per aderire, spegano sul sito, basta inviare una mail a iogiovannitizian@dasud.it
"Così nella civilissima Emilia Romagna può accadere che a Giovanni Tizian, un giornalista precario di 29 anni, impegnato sul fronte antimafia con l’associazione daSud, venga assegnata una scorta. Per il suo lavoro di inchiesta sulle mafie al Nord. Un lavoro coraggioso, vero, che pochi giornalisti fanno. E che tutti dobbiamo difendere" scrive sul suo sito l'associazione associazione antimafia con sede a Roma costituita nel 2005 da giovani emigranti meridionali che non hanno intenzione di lasciare le loro terre in mano alle cosche.

Le inchieste sulla mafia  - Le inchieste di Tizian sulle infiltrazioni mafiose al Nord sono anche diventate un libro, Gotica, 'ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea, edito da Round Robin: 300 pagine sugli interessi mafiosi nell'economia legale, fra corruzione, usura e riciclaggio. Gli articoli del giornalista su cosche e clan sono comparsi numerosi sulla Gazzetta di Modena dal 2006, quando ha iniziato l'attività pubblicistica. Laureato in Criminologia con una tesi sulle ramificazioni internazionali della 'ndrangheta, collabora anche con i quotidiani online Linkiesta.it e Lettera43.it e con il mensile Narcomafie, la rivista del gruppo Abele di don Luigi Ciotti.

Il padre di Giovanni ucciso a colpi di lupara - E' la seconda volta che la mafia sconvolge la vita di Tizian: nell'estate '89, quando aveva sette anni, a Bovalino, nella Locride, suo padre fu ucciso a colpi di lupara. Era funzionario di banca e gli spararono mentre tornava a casa. Dopo cinque anni il trasferimento della famiglia a Modena, per cercare di ricostruire un po' di tranquillità e di serenità.
Ora il suo mondo si è improvvisamente ristretto: "Cerco di trovare il modo - dice - di continuare a fare questo mestiere, e sono sicuro che lo troverò. Non ho quella libertà di movimento che mi servirebbe, ma mica ci rinuncio. Non penso che un giornalista possa cambiare il mondo, ma credo nell' utilità sociale del mestiere di giornalista".

"Hanno deciso di dargli una scorta armata perché evidentemente minacciato, non sappiamo da chi e come, ma gli investigatori lo sanno", dichiara Antonio Ramenghi, direttore della Gazzetta di Modena, che aggiunge che Giovanni Tizian "non è per nulla intimorito dalle minacce" e "continuerà a fare il suo lavoro come noi continueremo il nostro senza cedimenti, e anzi con maggiore attenzione e determinazione. So che per Giovanni sono giorni difficili, come lo sono per i colleghi che da tempo vivono in quelle condizioni (penso ai miei amici Roberto Saviano e Lirio Abbate, e a Rosaria Capacchione e alla mezza dozzina di sindacalisti sotto scorta). Staremo vicini a Giovanni e con lui continueremo, come sempre, nel nostro lavoro".

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