Roberto Straccia, la famiglia: non crediamo al suicidio

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A SkyTG24 il padre e la sorella del ragazzo scomparso a Pescara lo scorso 14 dicembre rigettano l'ipotesi che il giovane si sia tolto la vita. E accusano: "E' impossibile scomparire così senza che nessuno veda. Vogliamo la verità". GUARDA IL VIDEO

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"Non ho dubbi che Roberto non ha fatto quello che vogliono farci credere persone che non lo conoscono e che non ci conoscono". Non credono all'idea di un suicidio i famigliari di Roberto Straccia, lo studente marchigiano, scomparso a Pescara il 14 dicembre e il cui corpo è stato ripescato a Bari il 7 gennaio . Parlando ai microfoni di SkyTG24 il padre Mario si chiede inoltre come sia possibile "sparire senza che nessuno veda. E' impossibile", aggiungendo poi che Roberto aveva fatto un corso di nuoto, anche  se non amava particolarmente il mare e l'acqua.
"A Roberto è successo qualcosa che noi ignoriamo" aggiunge il papà, invitando chi ha visto o sa qualcosa a farsi avanti.



Intanto è prevista per martedì 10 gennaio l'autopsia sul cadavere del giovane che verrà effettuata dal medico legale del Policlinico e del Polo Universitario barese, Giancarlo Di Vella. La procura del capoluogo pugliese ha aperto un fascicolo con  l'ipotesi di reato di istigazione al suicidio, un passaggio tecnico  per poter eseguire l'esame autoptico. Sempre per la prossima settimana è previsto l'esame del Dna che confermerà ufficialmente l'identità del corpo ritrovato. Fin ad ora, infatti, ci si basa solo sul riconoscimento degli indumenti fatto dai famigliari.

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