Delitto di Roma, i killer di Zhou e Joy incastrati dal Dna

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I rapinatori che il 4 gennaio hanno ucciso un cittadino cinese e la figlia potrebbero essere presto identificati. Si tratterebbe di due nordafricani. Intanto si indaga sull'attività di Money Transfer gestita dalla vittima. Alemanno: "Città ferita". VIDEO

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Svolta nelle indagini sull'omicidio di Zhou Zheng e della figlia di nove mesi Joy, avvenuto a Roma il 4 gennaio (LE FOTO). Secondo diversi quotidiani, tra cui La Repubblica, la soluzione del giallo potrebbe arrivare in tempi brevi. L'identificazione dei killer infatti sarebbe vicina grazie alle tracce di Dna analizzate nei caschi e in alcuni indumenti ritrovati dagli investigatori. E sui giornali si parla anche di un video che avrebbe immortalato la fuga degli assassini. Le indagini riguarderebbero alcuni nordafricani pregiudicati.

Già nella giornata di sabato 7 gennaio ha preso forma, seppur in maniera ancora molto sfocata e lentamente, l'identità dei rapinatori-killer. "Parlavano in italiano" con un accento straniero, anche se "dell'est-Europa", ha detto la madre della bambina uccisa ai carabinieri del nucleo investigativo che l'hanno interrogata all'ospedale San Giovanni, dove è ricoverata. E dove ha saputo dai parenti che la sua bimba e suo marito sono morti.

Le indagini degli investigatori sono rivolte anche all'attività della famiglia Zheng. In particolare al money transfer: qualcuno potrebbe aver fornito informazioni ai rapinatori, i quali potrebbero aver agito su commissione. Ma c'è anche da stabilire da dove venisse tutto quel denaro sottratto durante la rapina. Nella borsa ritrovata dai carabinieri di fronte ad un casolare ad un paio di chilometri dal luogo del delitto, sono stati ritrovati 16 mila euro. Altri tremila erano nella tasca della vittima. Banconote che secondo quanto riferisce Il Messaggero sarebbero sporche di sangue.

Continuano poi incessanti i controlli a tappeto da parte dei carabinieri nei quartieri Centocelle, Torpignattara, Pigneto e Alessandrino. In strada anche i 145 militari appena arrivati in virtù del Terzo Patto per Roma sicura. Posti di blocco sono stati posti lungo le strade dei quartieri. Tra venerdì 6 e sabato 7, nei controlli, i carabinieri hanno arrestato 56 persone, di cui la metà stranieri, e ne hanno denunciate altre 37.  

Nel pomeriggio di domenica 8 gennaio intanto il sindaco di Roma Gianni Alemanno e la moglie Isabella Rauti si sono recati sul luogo del delitto, dove hanno lasciato una dozzina di rose bianche e due ceri accesi in ricordo della piccola Joy e di suo padre, Zhou Zheng.

"Questa è una ferita per noi e per tutta la città - ha detto Alemanno visibilmente commosso (guarda il video) - che non potremo mai dimenticare: non saremo mai sereni fino a quando le belve che hanno commesso questo omicidio terribile non saranno assicurate alla giustizia". "Domani incontreremo la comunità cinese, con l'ambasciatore, mentre il giorno delle esequie sarà  lutto cittadino. Vogliamo garantire la sicurezza e dire ai cittadini che queste cose non devono mai più accadere in una città come Roma".

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