Roma: i killer "parlavano italiano con accento dell'Est"

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Zengh Lia, la donna cinese vittima della rapina di Torpignattara nella quale sono morti la figlia di 9 mesi e il marito, è stata interrogata di nuovo dagli inquirenti. Intanto ha saputo la verità sulla sua famiglia. VIDEO

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Zengh Lia, la donna cinese vittima della rapina di Torpignattara a Roma, nella quale sono morti sua figlia Joy di 9 mesi e suo marito Zhou di 31 anni, ora sa la verità. La donna, che finora era stata tenuta all’oscuro della notizia terribile, ha saputo oggi 7 gennaio, nella sua stanza d'ospedale al San Giovanni, che la sua famiglia è distrutta per sempre. A darle la  notizia sono stati la madre e suo fratello, assistiti da alcuni psicologi. "E' crollata, è crollata" hanno riferito persone che hanno parlato con i parenti.

La donna, inoltre, interrogata ancora dagli investigatori, ha raccontato  che i due killer"parlavano in italiano" con un accento forse "dell'est-europa". Gli inquirenti, dal canto loro, sono convinti, pur non tralasciando alcuna pista, che a sparare siano stati due 'balordi'. Dietro l'efferato duplice omicidio non ci sarebbe quindi la mafia cinese o un regolamento di conti tra bande criminali, né, tantomeno la criminalità organizzata.

Il fatto che poi gli assassini abbiano abbandonato in un casolare la borsa con dentro i 10 mila di euro potrebbe esser collegato alla paura di quanto era successo: un colpo di pistola cal.9 esploso non da un professionista del crimine, ma appunto da un balordo.

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