Bimba e padre uccisi in una rapina, Roma ancora sotto shock

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Caccia ai killer dell’omicidio avvenuto a Torpignattara nella serata di mercoledì 4 gennaio. L’uomo, un cinese, è stato ucciso mentre teneva in braccio la piccola di 9 mesi, morta poco dopo. Alemanno: "Fermare le belve". Il Viminale: "Lo Stato c’è"

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Una città sotto shock, un quartiere che vive nella paura. Nella capitale, un cittadino cinese di 31 anni, Zhou Zheng, e la sua piccola di sei mesi, colpita alla testa, sono stati assassinati nella serata del 4 gennaio a colpi di pistola da due rapinatori nel quartiere Torpignattara ( LE FOTO ). Sua moglie, Zheng Lia, 26 anni, è rimasta lievemente ferita a un braccio da un taglierino. L'obiettivo dei malviventi, che sarebbero italiani con uno spiccato accento romano, era la sua borsa: dentro c'era l'incasso, cinquemila euro, del bar che avevano appena chiuso, ma non è escluso che i due abbiano agito per altri motivi. "La pazienza di Roma e dei romani è finita. Ci sono belve criminali che agiscono nella nostra città che devono essere fermate a tutti i costi" ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno al centro delle polemiche per l'allarme sicurezza in città. Un problema, quello della sicurezza, su cui aveva basato la sua campagna elettorale e che ora sembra essersi trasformato in un boomerang .
Intanto, è stato  proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali delle vittime menetre l'ambasciata cinese in Italia ha espresso choc e sgomento "per la tragedia di Roma" e "ferma condanna per gli assassini".

"T'ammazziamo come un cane" - La famiglia, che abitava nel quartiere multietnico di Tor Pignattara, stava rientrando a casa a piedi poco prima delle 22 dopo aver chiuso il locale di famiglia, a pochi metri. Il terrore è cominciato proprio mentre la donna, Zeng Lia, stava per aprire il portone del palazzo in via Giovannoli. Suo marito teneva in braccio la loro figlioletta di sei mesi. I rapinatori, che li avevano pedinati, non hanno avuto scrupoli: hanno tentato di portare via la borsa alla donna ma i due cinesi hanno reagito. "T'ammazziamo come un cane", hanno detto i malviventi a Zhou Zheng.
Prima hanno ferito lei con un taglierino, poi gli spari al cuore contro suo marito e la figlia, colpita alla fronte. Lui è caduto in terra con la bimba ed è morto sul colpo. La piccola è deceduta qualche minuto dopo, mentre veniva portata in ambulanza. "Erano delle belve", ha ripetuto la donna con il terrore ancora negli occhi.

Il ministro Cancellieri: "Lo Stato è presente e lo dimostrerà”
- Il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, ha riunito i vertici della sicurezza nazionali e provinciali al Viminale all'indomani del duplice omicidio di Roma ed ha dato indicazioni precise: subito più forze dell'ordine nelle zone a rischio per dare serenità a una città che sembra preda della violenza.
“Non dobbiamo trascurare alcun ambito o settore - ha sottolineato il ministro - concentrando, come ha proposto il capo della polizia, una più incisiva e visibile operatività delle forze dell'ordine su obiettivi territoriali mirati". Lo scopo, ha chiarito, è quello di "dare un segnale di grande attenzione alla comunità, ma anche restituirle serenità. L'uccisione di una bambina di pochi mesi e del suo papà avvenuta sotto il portone di casa è un fatto che crea sgomento e che non può lasciare indifferenti. Ma lo Stato è presente e lo dimostrerà”.

Il vicesindaco: "Roma si ribella a questa barbarie inaccettabile" - Gli autori del delitto non sono uomini ma animali". E' il commento del vicesindaco di Roma, Sveva Belviso. "Esprimo a nome di Roma Capitale la massima solidarietà possibile alla donna, madre e moglie delle due vittime, e alla comunità cinese tutta, per la tragedia che li ha colpiti - continua - Pur consapevoli del grande sforzo e impegno delle forze dell'ordine nonostante le tante difficoltà, chiediamo una risposta decisa e immediata allo Stato per garantire la sicurezza nella nostra città". E, al termine del vertice convocato d'urgenza in prefettura e in vista della riunione a cui prenderà parte anche il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, ha aggiunto: "Chiederemo con forza che vengano dati tutti i poteri alle forze dell'ordine per incidere seriamente, anche con modalità invasive, nei confronti di questi animali che non si fermano neppure davanti al corpicino di questa piccola".

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Pd: città fuori controllo - "Siamo di fronte all'esigenza di riflettere sul declino economico e il degrado culturale della città, sullo spegnimento di Roma: una città incattivita, impaurita, senza regole e fuori controllo su tutto". E' quanto dichiara il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli. Secondo il segretario del Pd Roma "non c'è solo il rischio di infiltrazioni mafiose ma anche quello di una città che non sa riconoscersi: in questo c'è la responabilità di Alemanno" che "sbagliò a cavalcare la paura nella campagna elettorale del 2008".

35 omicidi in un anno - Con il duplice omicidio di Torpignattara il nuovo anno nella Capitale inizia sulla falsariga del 2011, all'insegna della violenza. Solo tre giorni fa l'agguato in cui è stato ferito l'ex terrorista nero Francesco Bianco , a Tivoli Terme, vicino a Roma. L'ultima rapina in strada finita nel sangue a Roma risale alla fine del settembre scorso: un pensionato di 68 anni, Ennio Lupparelli, fu investito nel quartiere di San Basilio dall'auto di un pregiudicato che aveva scippato la moglie e che l'uomo stava inseguendo. L'anziano morì dopo il ricovero in ospedale . Sono trentacinque gli omicidi commessi nella Capitale negli ultimi 12 mesi, alcuni dei più clamorosi ancora insoluti. E non pochi avvenuti in strada. Primo fra tutti l'uccisione di Flavio Simmi, 33 anni, assassinato a luglio scorso in pieno giorno nel centralissimo quartiere Prati da due killer arrivati a bordo di uno scooter. Lo stesso mezzo usato in tantissimi altri agguati culminati in un omicidio o in un ferimento. E non è la prima volta nell'ultimo anno che un bambino resta vittima della violenza. Nel settembre scorso una bimba di 10 anni fu ferita lievemente in una sparatoria a Tor Bella Monaca, alla periferia sud di Roma. Si tratterebbe soprattutto di bande piccole e medie che si contendono il territorio della Capitale per lo spaccio della droga e per la gestione di altri affari illeciti. Resta alto il timore di infiltrazioni della grande criminalità organizzata.

Parlano gli abitanti del quartiere:



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