Roma, spari all’alba a San Lorenzo: gambizzato un uomo

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Un 45enne pregiudicato, originario di Catania, è stato colpito da tre colpi di pistola nel quartiere vicino all’Università La Sapienza. Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza verificatosi nella capitale nell’ultimo anno

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Spari all'alba nel quartiere San Lorenzo di Roma, a due passi dalla stazione Termini. Un 45enne, originario di Catania, è stato gambizzato con tre colpi di pistola mentre si trovava in via dei Lucani intorno alle 5 del mattino di giovedì 29 dicembre. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, è stato trasportato al Policlinico Umberto I dove è stato operato. Sull'episodio indagano i carabinieri della Compagnia piazza Dante.

Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza avvenuto nella capitale, che in tutto il 2011 ha visto aumentare in maniera esponenziale i casi di sparatorie e omicidi. L'ultima sparatoria in strada era avvenuta alla vigilia di Natale nel quartiere periferico di Tor Bella Monaca ai danni di un pregiudicato di 50 anni con diversi precedenti. Un mese fa lo stesso sindaco Gianni Alemanno, in un incontro con il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, ha ammesso: a Roma c'è rischio mafia. Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha parlato di piccole bande che cercano di spartirsi il territorio soprattutto per la droga.

La sparatoria a San Lorenzo ha così riacceso le polemiche sulla sicurezza nella capitale, un dibattito in realtà sempre vivo negli ultimi mesi. "Siamo molto preoccupati dall'ennesimo episodio di violenza. La Capitale è ormai una città senza controllo, avvolta in una spirale di violenza che sembra non avere mai fine" ha dichiarato in una nota Marco Miccoli, segretario del Pd Roma. E ha attaccato: "Sembriamo precipitati negli anni Settanta e questo è ancora più grave ricordando i proclami fatti dal sindaco Alemanno e da Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale del 2008, quando promisero una città più sicura. I risultati fallimentari, purtroppo anche in questo campo, sono sotto gli occhi di tutti. E i romani ne pagano le conseguenze".

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