Incendio in Liguria, gli sfollati rientrano a casa

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Il rogo andato avanti per 24 ore ha distrutto 250 ettari di bosco nei pressi dei comuni di Vado Ligure e Quiliano. La situazione è migliorata grazie al calo del vento. All'origine delle fiamme potrebbero esservi alcuni petardi esplosi la notte di Natale

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Torna la normalità nel savonese dopo 24 ore di "inferno" per via dei roghi (ascolta le testimonianze). Oltre 250 gli ettari di bosco bruciati nell'incendio che ha devastato la zona intorno a Vado Ligure, in provincia di Savona, dal pomeriggio del 25 dicembre. Grazie al calo del vento la situazione è poi migliorata e i 250 sfollati che erano stati costretti a lasciare le loro case sono gradualmente rientrati nelle abitazioni.

In tutta l'area interessata dall'incendio è stata sospesa l'erogazione di energia elettrica per consentire ai mezzi aerei, cinque canadair e due elicotteri della Regione Liguria, di lavorare in sicurezza. Un uomo è rimasto ustionato alle mani e al tronco e durante la notte è stata chiusa anche la discarica di Boscaccio che riceve i rifiuti di alcune città del ponente ligure.

Si indaga sulle cause del rogo. Non è escluso che potrebbero essere stati alcuni petardi sparati nel bosco, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, a innescare l'incendio poi sospinto dal forte vento, che quella notte spirava a oltre 50 nodi. Se così gosse si trattterebbe dunque  di un incendio di origine colposa. Secondo quanto appreso il Nipaf (Nuclei Investigativi Provinciali di Polizia Ambientale e Forestale), cui è affidata l'indagine per risalire alle origini del grande incendio, avrebbe trovato inoltre elementi che portano ad escludere un incendio di origini dolose.

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