Aggressione a Trastevere, confessa giovane ultras della Roma

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La squadra mobile della Capitale ha fermato un 26enne. Il ragazzo ha ammesso di aver colpito al cranio con una torcia un coetaneo. All’origine della violenza una lite per futili motivi

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La svolta sul pestaggio di Trastevere arriva a poche ore dal cenone della vigilia di Natale. La polizia, secondo quanto appurato, ha fermato un ragazzo di 26 anni, che frequenta gli ultras della Roma. Interrogato per ore dalla squadra mobile, il giovane ha ammesso di aver colpito al capo con una grossa torcia un suo coetaneo, giovedì notte in vicolo del Bologna, nel "cuore" del quartiere della movida romana. Ha agito per futili motivi, come ha riconosciuto, ma la polizia è convinta che vi fossero anche vecchie ruggini con la vittima.
Il giovane aggredito è grave in ospedale ma non è in pericolo di vita. Dovrà subire un intervento chirurgico alla testa per le lesioni riportate. L'amico, anche lui colpito dal ragazzo vicino agli ambienti della tifoseria sportiva della capitale, ha invece lesioni minori. E' stata inoltre ritrovata la torcia usata per il pestaggio, avvenuto dopo le 4 di notte davanti a una libreria-vineria dove le vittime stavano bevendo delle birre con gli amici.

Un caso che sembra risolto in meno di 48 ore, anche se resta da chiarire meglio il movente dell'aggressione e se ci siano eventuali complici.
Questa vicenda ha una qualche analogia con il pestaggio subito a fine giugno da Alberto Bonanni, giovane musicista ridotto in coma da alcuni teppisti al Rione Monti, sempre nel centro di Roma.
Stavolta, però, le indagini della squadra mobile e del commissariato Trastevere sono partite da quel ragazzo lasciato esanime a terra e dall'amico ferito in modo meno grave, il 22 dicembre, in un vicolo del quartiere molto amato da romani e turisti. Decisive sono state le testimonianze dei due giovani aggrediti e dei loro amici.

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