A giudizio Pisani, il poliziotto che ha catturato Zagaria

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L’ex capo della Mobile di Napoli è accusato di rivelazione di segreto, favoreggiamento, abuso d'ufficio e falso. Secondo i pm avrebbe protetto un amico affiliato a un clan camorristico. Era nella squadra che ha arrestato il 7 dicembre il boss dei casalesi

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L'ex dirigente della squadra mobile di Napoli, Vittorio Pisani, uno degli uomini che hanno contribuito alla cattura del boss Zagaria, è stato rinviato a giudizio per rivelazione di segreto, favoreggiamento, abuso d'ufficio e falso. Lo ha deciso il gup di Napoli Francesca Ferri. Il giudice ha accolto integralmente le richieste dei pm Amato e Parascandolo rinviando a giudizio anche gli altri 17 imputati, tra i quali i fratelli Marco, Massimiliano e Carmine Iorio nonché l'ex contrabbandiere e usuraio Mario Potenza con i figli Bruno, Salvatore e Assunta.
Il processo comincerà il prossimo 24 gennaio. Il gup si è riservato la decisione sulle istanza di revoca delle misure cautelari tra cui quella del divieto di dimora a Napoli disposta a carico di Pisani.

Pisani è finito nel mirino degli inquirenti per i suoi rapporti con Marco Iorio, un imprenditore napoletano che opera nel settore della ristorazione. Iorio è titolare di una serie di locali sul lungomare e nel cosiddetto "salotto buono" della città, molto frequentati, tra l'altro, anche da calciatori.
Secondo l'accusa, l'ex dirigente della Mobile era al corrente del fatto che alcuni usurai erano soci dell'imprenditore e ciò nonostante non era mai intervenuto per reprimere l'attività di riciclaggio.
Pisani, attualmente in servizio allo Sco  (servizio centrale operativo) della Polizia di Roma dopo il divieto di dimora a Napoli imposto dalla magistratura, è accusato inoltre di aver rivelato a Iorio l'esistenza di una indagine fornendogli anche suggerimenti su come modificare gli assetti societari e portare i soldi in Svizzera.
Il funzionario è stato rinviato a giudizio per rivelazione di segreto, favoreggiamento, abuso d'ufficio e falso. Con lui saranno processati gli altri 17 imputati, tra i quali i fratelli Marco, Massimiliano e Carmine Iorio nonché l'ex contrabbandiere e usuraio Mario Potenza con i figli Bruno, Salvatore e Assunta.
Sull'ex capo della squadra mobile, i magistrati hanno anche aperto un'indagine, ancora in fase preliminare, relativa a un'ipotesi di corruzione sulla base di dichiarazioni di un boss della camorra che per anni è stato suo confidente.

Pisani è considerato, dagli stessi magistrati della procura che lo hanno inquisito, un investigatore dalle grandi capacità: tra i risultati più brillanti della carriera la cattura dei due boss dei Casalesi, Michele Zagaria (catturato di recente a Casapesenna) e Antonio Iovine.

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