Inchiesta calcio scommesse, "il problema è internazionale"

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Raffaele Grassi, del servizio centrale operativo della polizia di Stato, commenta a SkyTG24 i 17 arresti sulle presunte partite truccate: "Il cartello criminale era transnazionale. Di mezzo non c'è solo il campionato italiano". L'INTERVISTA

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"Un cartello criminale transazionale", da un lato; "giocatori corrotti che si sono adoperati per truccare le carte", dall'altro. Ma è soprattutto il primo "l’aspetto più delicato", visto che "occupa ambiti territoriali ampi, non solo nazionali".
E' questa l'analisi che fa a SkyTG24 Raffaele Grassi, dello Sco, il servizio centrale operativo della polizia di Stato.

La seconda tranche dell'operazione contro il calcio-scommesse, che ha portato a 17 arresti, tra cui la bandiera storica dell'Atalanta Doni, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode sportiva.
L'ex capitano dell'Atalanta è accusato di aver combinato almeno tre partire della sua squadra, nello scorso campionato di B (Ascoli-Atalanta del 12/3/2011; Atalanta-Piacenza del 19/3/2011; Padova-Atalanta del 26/3/2011) e di aver tentato di inquinare le prove, pagando l'avvocato dell'amico ed ex preparatore atletico del Ravenna Nicola Santoni (anche lui arrestato).

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