Severino: la detenzione deve essere una misura eccezionale

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Nel corso della visita di Benedetto XVI a Rebibbia, interviene anche il ministro della Giustizia che ribadisce: "Situazione di difficoltà". Il papa: verificare le strutture, i detenuti non devono scontare una doppia pena. GUARDA IL VIDEO

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Sovraffollamento e degrado possono rendere ancora più amara la detenzione, e perché i detenuti non debbano scontare una "doppia pena", il Papa chiede di verificare strutture, mezzi, personale in relazione alle esigenze della persona umana. Così Benedetto XVI nel corso della sua visita nel carcere romano di Rebibbia. Accolto dall'applauso dei detenuti, il pontefice ha ricevuto il saluto del ministro della Giustizia Paola Severino, che gli ha letto la lettera di un detenuto: "Aiutiamo la barca di nostro fratello" ( guarda il video in alto ).

Il ministro ha affrontato davanti al pontefice il problema della situazione delle carceri italiane.
"Riparazione e rieducazione". Una "sanzione effettiva dopo la condanna deve coniugare entrambi i valori posti a fondamento di essa dalla Costituzione", ha detto il ministro. "La custodia cautelare in carcere deve essere disciplinata in modo tale da rappresentare una misura veramente eccezionale".

"Da tempo - ha aggiunto il ministro - ci confrontiamo con dati che testimoniano una situazione di eccezionale difficoltà e disagio e siamo ben consapevoli che tali dati sintetizzano in aride quantificazioni numeriche la terribile condizione di persone che racchiudono nel loro cuore esperienze, sofferenze, speranze". Proprio nella giornata di venerdì 16 dicembre il consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge con misure urgenti per favorire la riduzione del numero delle persone recluse nelle carceri.

Un estratto dell'intervento del Papa a Rebibbia



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