Roma: in manette 5 militanti di estrema destra

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Tra le accuse, la diffusione di idee fondate sull'odio razziale, l'apologia di fascismo, le minacce alle istituzioni. Tra gli arrestati anche il neofascista Boccacci. Nel mirino di 'Militia' vi sarebbero stati anche Alemanno, Fini e Schifani

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E' di 5 arresti e 11 perquisizioni il bilancio di un'operazione dei carabinieri dei Ros nei confronti di militanti d'estrema destra a Roma. L'indagine 'Lama', coordinata dal pool antiterrorismo della Procura romana ha riguardato gli appartenenti all'organizzazione 'Militia'.

Gli arresti e le perquisizioni, sia locali che personali, sono in corso dall'alba e riguardano persone inserite tutte nell'estremismo politico di destra. Ai militanti di 'Militia' è stato contestato, oltre al reato di associazione per delinquere, anche la violazione della legge Mancino, la diffusione di idee fondate sull'odio razziale ed etnico, l'apologia del fascismo, il deturpamento di cose altrui, il procurato allarme e le minacce alle istituzioni e ai loro rappresentanti.

Gli arrestati sono Maurizio Boccacci, 54 anni, storico esponente dell'estrema destra romana, Stefano Schiavulli, 26, Giuseppe Pieristè 54, Massimiliano De Simone, 43, e Daniele Gambetti, 26. La struttura originaria dell'organizzazione - stando al gip - era formata "da militanti di 'Base Autonoma' riunitisi intorno a Maurizio Boccacci, dopo che quest'ultimo si era allontanato da 'Fiamma Tricolore' (4 luglio 2008), essendo venuto in aperto contrasto con le scelte di alcuni dirigenti del movimento".

Nel mirino di 'Militia' sarebbero finiti la comunità ebraica romana e il suo presidente Riccardo Pacifici, il sindaco Gianni Alemanno, i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, ma anche l'ex presidente Usa Bush e i cittadini rumeni. Soggetti contro cui gli arrestati avrebbero prospettato una serie di azioni violente.

Secondo quanto si legge nell'ordinanza di custodia cautelare, gli arrestati volevano "porre le basi di una guerra rivoluzionaria", contrapponendosi alle Istituzioni preposte alla repressione, che non riconoscevano. In tutto sono 16 gli indagati, 5 dei quali sono finiti in manette. Tra i denunciati a piede libero anche un sedicenne, accusato di apologia del fascismo per aver predisposto un "documento-relazione dedicato ai giovani".

Ieri 13 dicembre, a Firenze, un militante di estrema destra ha aperto il fuoco contro un gruppo di senegalesi facendo due vittime, prima di togliersi la vita.

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