"Se non le donne chi?": il movimento è tornato in piazza

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Almeno ventimila persone a Roma e centomila in tutta Italia hanno partecipato al nuovo raduno della rete "Se non ora quando". Al centro della mobilitazione, i temi della crisi economica, perché "senza il lavoro e il welfare per le donne non se ne esce"

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"A Roma eravamo circa ventimila, in tutta Italia stimiamo siano scese in piazza circa centomila persone". Rivendica con orgoglio il successo della manifestazione "Se non le donne chi" Cinzia Guido del comitato promotore. "Il governo e' cambiato - affermano dal comitato - ma anche questa manovra penalizza molto le donne. Chiediamo al governo che le donne non siano piu' il welfare del Paese".

E' tornato in piazza il movimento nato con con la grande manifestazione del 13 febbraio scorso. Al centro della mobilitazione, questa volta, i temi della crisi economica protagonisti del dibattito nazionale. Senza le donne, dice il Comitato promotore in una nota, "non c'è crescita, perché l'uscita dalla crisi passa attraverso il lavoro e il welfare per le donne e per questo è necessaria una democrazia paritaria. A questo governo diremo che non si può chiedere alle donne di lavorare più anni senza dare loro nulla".

A Piazza del Popolo a Roma si è svolto un pomeriggio all'insegna della politica e della musica. Sul palco si sono alternati Emma, Erica Mou, l'Orchestra Europa Musica, Paola Turci e Marina Rei, che hanno cantato "Womand have the power di Patty Smith". Nel corso della giornata sono state ricordate anche le operaie morte a Barletta il 3 ottobre scorso.

Un'iniziativa che si è svolta in diverse città italiane e a cui hanno aderito numerose organizzazione, come  'Giulia', la rete delle Giornaliste Unite Libere Autonome. "Vogliamo che il punto di vista delle donne - fanno sapere - determini la nuova agenda politica necessaria a ricostruire il Paese dopo anni di attacco alla dignità delle donne, ai diritti del lavoro e alla liberta d'informazione". "La grave crisi economica dell'Italia - proseguono - non può essere scaricata sulle spalle delle donne senza che siano messe in campo misure di welfare compensative. Vogliamo le competenze delle donne al governo del Paese e un'informazione che sia anche utile a raggiungere questo storico obiettivo. C'è bisogno di aria nuova".

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