Pacchi bomba, l'allarme resta alto

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Dopo il plico esplosivo contro l'amministratore delegato di Deutsche Bank e l'attentato contro Equitalia gli investigatori stanno cercando un possibile terzo ordigno. Vigilanza alzata ai massimi livelli

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E' caccia al terzo pacco-bomba. Dopo il plico esplosivo di due giorni fa destinato all'amministratore delegato di Deutsche Bank, Josef Ackermann e rivendicato dalla Federazione anarchica  informale e l'esplosione di ieri dell'ordigno che ha ferito il direttore generale di Equitalia, Marco Cuccagna, gli uffici postali  italiani sono stati allertati nell'eventualità che la 'campagna  natalizia' della Fai possa comprendere altri pericolosi pacchi esplosivi. Del resto erano stati gli stessi anarco-insurrezionalisti, nel rivendicare il primo attentato, a parlare dell'invio di tre ordigni, quindi ne mancherebbe uno all'appello.

Sull'argomento la cautela è d'obbligo e gli investigatori lavorano sotto traccia per valutare l'attendibilità di quanto annunciato: in corso controlli e monitoraggi sulle spedizioni postali. Ma le ondate di attentati simili compiute nel recente passato costituiscono un segnale eloquente per gli apparati di sicurezza. Non solo: il timore degli investigatori è che i pacchi inviati possano essere stati anche di più di tre.

Anche per questo motivo una circolare del Dipartimento di  Pubblica sicurezza invitava ieri prefetti e questori italiani ad  innalzare ai massimi livelli la vigilanza, soprattutto presso banche, istituti finanziari ed enti economici, nell'eventualità di un'altra  offensiva delle formazioni eversive. Non si può escludere, infatti, che i due attentati gia' compiuti non siano seguiti a breve da altri episodi analoghi.

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