Garlasco, Stasi verso una sentenza o un nuovo dibattimento

Alberto Stasi
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Martedì 6 dicembre il verdetto d’appello per il giovane imputato per l’omicidio della ex fidanzata Chiara Poggi. In primo grado è stato assolto. Ora rischia trent’anni o la riapertura del processo, come chiesto da accusa e parte civile

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(in fondo all'articolo tutti i video sull'omicidio di Chiara Poggi)

Arriverà probabilmente nella tarda serata di martedì 6 dicembre il verdetto d'appello per Alberto Stasi, accusato di avere ucciso la fidanzata Chiara Poggi il 13 agosto del 2007 a Garlasco e assolto in primo grado con formula dubitativa. La decisione dei giudici sarà resa nota sicuramente non prima delle 17 perché solo a quell'ora, per disposizione della Procura Generale, potranno fare il loro ingresso nel Palazzo di Giustizia le troupe televisive, ammesse ad assistere al possibile epilogo del secondo grado, insieme ai giornalisti della carta stampata. Tutto il processo d'appello, come quello di primo grado, è stato 'off limits' per i giornalisti perché celebrato col rito abbreviato, ma la lettura del dispositivo sarà pubblica.

Il collegio, presieduto da Anna Conforti affiancata dal giudice a latere Franco Tucci e da sei giudici popolari (quattro donne e due uomini), potrebbe uscire dalla camera di consiglio con una sentenza di assoluzione o di condanna, oppure con un'ordinanza che disponga la riapertura del dibattimento, come chiesto da accusa e parte civile. Prima prenderanno ancora una volta la parola le parti. Comincerà il procuratore generale Laura Barbaini che dovrebbe parlare circa un'ora, ribadendo la richiesta di 30 anni di carcere per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà; sarà poi la volta della parte civile, l'avvocato Gian Luigi Tizzoni che rappresenta la famiglia Poggi e dovrebbe dilungarsi per un paio d'ore; infine, l'ultima replica spetterà ai difensori di Stasi, Angelo Giarda e Giulio e Giuseppe Colli, che hanno chiesto l'assoluzione.

A 24 mesi dalla sentenza di assoluzione pronunciata dal gup di Vigevano Stefano Vitelli, l'ex studente bocconiano, ora aspirante commercialista, attende dunque il secondo verdetto. “Sono innocente, non ho nulla da aggiungere” aveva detto nella prima udienza del processo d’appello un mese fa. La famiglia di Chiara aspetta invece di conoscere la verità. "Io non ho smesso di sperare. Voglio sapere chi ha ucciso mia figlia" ripete Rita Preda, la mamma della vittima, che, insieme al marito Giuseppe e al figlio Marco, non ha perso un'udienza, non mancando mai di sorrisi e rispetto verso magistrati, avvocati, giornalisti e curiosi. “I genitori di Chiara si sono convinti della colpevolezza di Alberto udienza dopo udienza - ha detto a Sky.it il legale della famiglia Poggi Gian Luigi Tizzoni - E l’atteggiamento tenuto in Aula da Alberto ha rafforzato la loro convinzione”. Nessun cenno di saluto e una maschera di freddezza sul volto solo per quel ragazzo considerato un secondo figlio e che, adesso, non ha più il coraggio di guardare negli occhi.

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