Censis: quasi un giovane su 4 non studia né lavora

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Italiani poco propensi ad andare all'estero ma sempre più connessi a Internet: l'utenza del web, nel 2011, ha superato la soglia del 50%. E' la fotografia scattata dal centro studi nel suo rapporto sulla situazione sociale del Paese

Poco fiduciosi nelle istituzioni, in difficoltà alle prese con il mondo del lavoro ma sempre più connessi a Internet. E' la fotografia dell'Italia scattata dal Censis che ha presentato il suo rapporto sulla situazione sociale del Paese.

Lavoro, i giovani al centro della crisi -
La crisi economica in Italia ha colpito in particolar modo i giovani. Nel 2010 quasi una persona su quattro tra i 15 e i 29 anni non studia né lavora. Il Censis sottolinea che "tra il 2007 e il 2010 il numero degli occupati è diminuito di 980.000 unità e tra i soli italiani le perdite sono state pari a oltre 1.160.000 occupati". Secondo il centro studi "mentre l'occupazione ufficiale stenta a dare segnali di ripresa, quella sommersa sembra al contrario dare prova di tenuta e trarre semmai un nuovo stimolo di crescita dal difficile momento". A partire dal 2008, a fronte di un calo generalizzato dell'occupazione regolare (-4,1%), quella informale aumenta dello 0,6%, portando il livello di irregolarità del lavoro nel 2010 alla soglia del 12,3% e lasciandosi alle spalle i positivi risultati di un decennio.

Italiani meno propensi a lavorare all'estero -
Nonostante l'occupazione resti al palo, "non si registra l'emergere di atteggiamenti più intraprendenti". Per esempio gli italiani sono in assoluto i meno propensi, tra i giovani europei, a lavorare in un altro Paese europeo: si dichiara desideroso o disposto a farlo solo il 40,9% degli intervistati. Inoltre i giovani, che dovrebbero rappresentare il segmento più avvantaggiato da una maggiore liberalizzazione dei licenziamenti, "già oggi - rileva ancora il Censis - sono quelli su cui più grava il costo della mobilità in uscita". Nel 2010, su 100 licenziamenti che hanno determinato una condizione di inoccupazione, 38 hanno riguardato giovani con meno di 35 anni e 30 persone con età compresa tra 35 e 44 anni. Solo in 32 casi si è trattato di persone con 45 anni di età o più.

Scuola, meno abbandoni ma restano aree critiche -
Diminuiscono gli abbandoni nella  scuola italiana, anche se, tra i giovani che si iscrivono alle  superiori solo il 75% dei 19enni, riesce a raggiungere il diploma. Nel 2010 - sottolinea il rapporto - la quota di giovani 18-24enni in possesso della sola licenza media e non più inseriti in percorsi formativi è scesa dal 19,2% al 18,8%. Restano però numerosi i punti critici. In Sicilia, ad esempio, gli early school leavers sono più di un quarto dei 18-24enni residenti. Inoltre, non sembra essere stato ancora adeguatamente affrontato il fenomeno laddove ha maggiore intensità, ovvero nel primo e, in misura minore, nel secondo anno delle superiori: tra il 2006-2007 e il 2009- 2010 la quota di abbandoni del percorso scolastico entro il biennio si è ampliata, passando dal 15,6% al 16,7%, in misura maggiore negli istituti professionali. Ulteriore elemento di disomogeneità - constata il Censis - è rappresentato dalla maggiore o minore sinergia tra i soggetti, istituzionali e non impegnati, nel contrasto dei fenomeni di disagio giovanile (LO SPECIALE SCUOLA).

Italiani sempre più connessi a Internet -
Oltre la metà degli italiani naviga quotidianamente su internet: per informarsi, cercare lavoro e pagare le bollette. L'utenza del web nel 2011 ha finalmente superato la fatidica soglia del 50% della popolazione italiana, attestandosi per l'esattezza al 53,1% (+6,1% rispetto al 2009). Il dato complessivo si fraziona tra l'87,4% dei giovani e il 15,1% degli anziani (65-80 anni), tra il 72,2% delle persone più istruite e il 37,7% di quelle meno scolarizzate.
I giovani si connettono principalmente per ascoltare musica  (52,5%), per trovare le strade (46,5%), per guardare film (34%). Discorso a parte merita la ricerca di un lavoro attraverso la rete. Il dato rilevato a livello nazionale è pari al 12,3%, che sale al 26,8%  tra i giovani. La ricerca di lavoro è la quarta attività, per ordine di  rilevanza, che i giovani svolgono sul web. Naturalmente, fra i giovani sono presenti anche quanti un lavoro ce l'hanno già oppure non intendono cercarlo, perché ancora studenti o per altri motivi. Infatti, i dati articolati per condizione professionale portano al 41% il tasso di utilizzo di Internet per la ricerca di un lavoro proprio tra i non occupati.

Riforma delle pensioni: società impreparata -
La società italiana risulta "impreparata" agli effetti 'reali' della riforma delle pensioni e il livello di adesione alla previdenza integrativa "rimane contenuto, soprattutto nelle imprese più piccole, tra i lavoratori più giovani e tra gli autonomi, proprio i soggetti più a rischio di percorsi contributivi deboli. D'altro canto circa l'80% delle famiglie italiane manifesta l'intenzione di non aderire a schemi previdenziali integrativi in futuro, e in circa un caso su dieci non sanno proprio  di cosa si tratti". Tra i capofamiglia occupati, una delle ragioni che viene  indicata con maggiore frequenza, specie tra i più giovani, è il costo in relazione allo stipendio disponibile, mentre la necessità di integrare la propria contribuzione previdenziale viene più spesso  rifiutata, e considerata iniqua dai capofamiglia in età più avanzata. I problemi culturali non sono però appannaggio esclusivo dei più anziani, laddove la rimozione, o la dilazione a un futuro  indefinito del momento in cui bisognerà affrontare la questione, rappresenta di fatto la motivazione citata con maggiore frequenza dai  capofamiglia under 40 (il 39,7% contro la media del 20,4%) .

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