Omicidio Squarise, El Gordo condannato a 17 anni

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E’ la pena inflitta dal tribunale spagnolo all’uruguaiano reo confesso dell’assassinio di Federica, 21enne padovana uccisa mentre era in vacanza a Lloret de Mar nel giugno del 2008. Delusi i genitori della vittima. Zaia: “Uno scandalo”

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Un anno e sei mesi di prigione per il reato di abuso sessuale e 16 anni e tre mesi per omicidio, entrambi con l'applicazione dell'attenuante della collaborazione. In tutto 17 anni e 9 mesi di reclusione. E' la condanna inflitta dal tribunale spagnolo a Victor Diaz Silva Santiago, detto El Gordo, per l’omicidio di Federica Squarise, la turista di 21 anni di San Giorgio delle Pertiche (Padova) uccisa nel 2008 a Lloret de Mar. Il collegio spagnolo giudicante ha stabilito inoltre che dalla pena dovrà essere decurtato il tempo già trascorso in carcere dal barista uruguaiano. 'El Gordo' dovrà corrispondere un indennizzo di 80.000 euro ai genitori di Federica. Sia l'avvocato dell’uruguaiano sia i legali della famiglia della vittima hanno già annunciato che faranno ricorso in Cassazione.

La sentenza ha suscitato subito polemiche. “Uno scandalo, anzi uno schifo" ha commentato il governatore del Veneto Luca Zaia. "All'indomani della mia dichiarazione in cui mi pareva già scandalosa la pena richiesta dal pm di 30 anni ho visto ditini alzati che spiegavano come funziona la legge in Spagna. Ora sappiamo come funziona". E ha aggiunto: "Hanno dato perfino delle attenuanti a un assassino che con premeditazione feroce ha rapito e massacrato una ragazza. Mi auguro che il ministro Terzi intervenga durissimamente. E ancora una volta a nome di tutto il popolo veneto mi stringo alla famiglia".

Delusi dalla sentenza i genitori della vittima. “Sono molto dispiaciuti” ha detto l’avvocato della famiglia Squarise Agnese Usai all’agenzia di stampa Adnkronos. "Ci aspettavamo di più e avremmo ottenuto una pena più pesante se non fosse stata applicata l'attenuante della collaborazione. Speravamo e confidavamo inoltre che ci fosse la qualificazione di aggressione sessuale e non dell'abuso, che è meno grave” ha detto all’agenzia di stampa Adnkronos. E ha sottolineato: "Ci ha stupito il fatto che gli sia stata concessa l'attenuante della collaborazione. Era inizialmente scappato, si era fatto aiutare. Noi abbiamo sempre sostenuto che quelli non erano certo requisiti di una collaborazione: è vero che ha confessato ma solo quando è stato preso". Per i giudici invece, spiega il legale, la confessione è arrivata prima della formale comunicazione del fatto che era indagato. Da qui il riconoscimento dell'attenuante. Usai e Stiz stanno procedendo alla richiesta di indennizzo allo stato spagnolo "e auspicano l'adozione di una legge italiana - fanno sapere - che possa favorire una normativa conforme a quella europea".

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