Milano, Roma e Firenze: città nella morsa dello smog

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Scattano le prime misure contro l’inquinamento: targhe alterne nella Capitale, stop agli Euro 3 nel capoluogo lombardo. Le associazioni chiedono di più: "Basta parole, vogliamo i fatti". Legambiente: 46 comuni hanno già superato i limiti di Pm10

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(In fondo all'articolo i video sull'emergenza smog)

A Roma, Milano e Firenze scattano le misure anti-smog decise dopo l'ennesimo superamento dei limiti di polveri sottili in atmosfera. Giovedì 1 e venerdì 2 dicembre nella capitale si circolerà a targhe alterne, mentre il capoluogo lombardo ha deciso di fermare fino al 6 dicembre i veicoli diesel Euro 3.
Anche a Firenze la concentrazione di Pm10 nell'aria ha superato per tre giorni consecutivi i limiti di legge facendo scattare i divieti di circolazione per i mezzi più inquinanti estesi a tutto il territorio comunale.
Secondo Legambiente, sono ben 46 i centri urbani che hanno superato il limite giornaliero di 50 microgrammi/m3 di polveri sottili oltre i 35 giorni consentiti dalla legge (qui la lista, aggiornata però al 21 novembre, quando i comuni off limits erano "solo" 44). In testa c'è sempre Torino che ha superato ben 124 volte la soglia giornaliera oltre la quale l'inquinamento diventa pericoloso per la salute, insieme ad altre due città del nord, Milano e Verona (entrambe con 107 sforamenti), a conferma del fatto che la Pianura Padana è l'area più critica.

Roma, Alemanno si converte alle targhe alterne - Contro l'emergenza smog Roma e Milano sono corse ai ripari con provvedimenti differenti. Nella capitale si è optato per lo stop delle targhe dispari dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 21: non potranno circolare all'interno della fascia verde. Il giorno dopo tocca alle pari. "Il perché del ritorno delle targhe alterne è molto semplice - ha spiegato l'assessore all'Ambiente di Roma Capitale Marco Visconti - Dal 2010 è cambiata la normativa sia nazionale che regionale per cui ci sono degli obblighi di legge. La giunta Alemanno lo scorso luglio ha varato un piano di intervento operativo che prevede che quando si superino i limiti per le polveri sottili per sei giorni consecutivi bisogna adottare dei provvedimenti". E pazienza se il sindaco di Roma nel 2009 aveva dichiarato: “Le targhe alterne sono inutili, buone solo per un’amministrazione che non ha idee”. 

A Milano polemiche e stop agli Euro 3 - Milano, invece, ha optato per lo stop ai veicoli diesel Euro 3, con qualche perplessità degli stessi amministratori. "Non è che non servirà a nulla - ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni - ma servirà a qualcosina, avrà un'utilità limitata".
Il sindaco Giuliano Pisapia e la sua giunta invece in questi giorni sono stati alle prese con due problemi: il caso Boeri e quello dell’inquinamento. Tante le critiche per la decisione di ritirare l’ordinanza con la quale si sarebbe chiuso il traffico all’interno della cerchia dei Bastioni, la zona più centrale della città. Ma il primo cittadino si difende: “Nessuna retromarcia. Abbiamo solo allargato il campo, di quella marcia”. Sarà. Ma le associazioni ambientaliste, che hanno sostenuto Pisapia nella campagna elettorale, sono deluse e non lo nascondono. “Basta parole, vogliamo i fatti”, recita un comunicato dei Genitori Antismog che insieme a Legambiente e ad altre associazioni verdi scendono in piazza giovedì 1 dicembre per manifestare il malcontento.

Nel capoluogo lombardo 18 giorni oltre la soglia
- I milanesi si fanno sentire anche su Facebook. La bacheca del sindaco è zeppa di post sull’emergenza smog. “Milano è una camera a gas. - scrive Max - Dopo un referendum plebiscitario, forse è il momento di prendere decisioni certo impopolari, ma radicali”.
Intanto a Milano mercoledì 30 novembre è stato registrato il 18esimo giorno consecutivo con medie di polveri sottili superiori ai 50 milligrammi per metro cubo.
Con la vecchia ordinanza dell'ex sindaco Letizia Moratti, il raggiungimento dei 18 giorni avrebbe fatto scattare la seconda fase, più restrittiva, del blocco del traffico; soglia che l'attuale primo cittadino, Giuliano Pisapia, aveva anticipato al 14esimo giorno con un'ordinanza, revocata però all'ultimo minuto per scongiurare il rischio di un collasso del servizio di trasporto pubblico.

Anche Firenze non se la passa bene - L’emergenza riguarda come detto anche la città di Firenze che, sempre a partire dal 1 dicembre e per la durata di quattro giorni (dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30), blocca i ciclomotori a 2 tempi a 2 e 3 ruote; i motocicli a 2 tempi; le autovetture con alimentazione a benzina Euro 1; le autovetture con alimentazione a diesel Euro 2 ed Euro 3; i veicoli per il trasporto merci con alimentazione diesel Euro1.

L'allarme di Legambiente - Secondo il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, contro lo smog servono "misure strutturali altrimenti non ci sono alternative agli interventi di emergenza" (GUARDA IL VIDEO). Il ministro ha sottolineato l'importanza del trasporto pubblico dall'hinterland verso le città e ha messo l'accento sulla necessità delle ferrovie locali "come chiave" del trasporto urbano. Dello stesso avviso Legambiente, che ricorda come il solo pm10 causi ogni anno più di 350.000 morti premature in Europa, secondo quanto dichiarato dalla Commissione Europea, mentre in Italia per ogni 10.000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa delle polveri sottili. "Servono interventi più ampi e strutturali per ripensare la città nell'ottica della mobilità sostenibile - ha spiegato il responsabile scientifico dell'associazione, Stefano Ciafani - e far crescere il numero degli utenti del trasporto pubblico".

Lo studio Misa sul rapporto tra smog e decessi - "Quando aumenta lo smog si muore di più. Per ogni aumento di dieci microgrammi per metro cubo di PM10 si verifica un incremento nel giorno stesso o in quello successivo dell'1,3% nella mortalità totale. Dell'1,4% in quella cardiovascolare del 2,1 in quella respiratoria, dello 0,8 nei ricoveri per cause cardiovascolari e dell'1,4 dei ricoveri per cause respiratorie". E' quanto emerge da uno studio Misa (Metanalisi italiana degli studi sugli effetti a breve termine dell'inquinamento atmosferico) riportato da Legambiente Lazio che, in occasione del primo giorno di targhe alterne a Roma, ha presentato un dossier sull'inquinamento.
Non solo: l'Osservatorio epidemiologico della regione Lazio ha sottoposto a visite periodiche 3 mila bambini suddivisi in tre gruppi residenti a Roma, in una zona ad alto inquinamento industriali (Civitavecchia) e in un'area agricola della provincia di Viterbo rivelando che nei primi due anni di vita c'è un aumento di asma e malattie respiratorie oltre che patologie bronchiali. Secondo l'Istituto superiore di sanità il rischio di contrare leucemie per i bambini che vivono in aree trafficate è del 270% in più rispetto a quelli che vivono in zone poco trafficate; inoltre le malattie respiratorie dei bambini che vivono nei quartieri trafficati aumentano del 20% rispetto a quelli che vivono in aree meno congestionate.

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