Tangenti, arrestato il vicepresidente della Lombardia

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Nell’abitazione di Franco Nicoli Cristiani (Pdl) trovati 100 mila euro riconducibili a una presunta tangente. Fermati anche imprenditori e funzionari. Formigoni: "La giunta non c'entra. Sono responsabilità personali". Da Pd e Sel richieste di dimissioni

Gli altri casi giudiziari che riguardano la Lombardia:
Filippo Penati (Pd) - Prosperini (Pdl) - L'inchiesta Montecity - Loris Cereda - Mirko Pennisi (Pdl)

Nuova bufera al Pirellone. A pochi mesi dalla vicenda delle presunte tangenti a Sesto San Giovanni, in cui è rimasto coinvolto Filippo Penati , ora a finire nel mirino degli inquirenti è l'altro vice presidente del Consiglio lombardo, Franco Nicoli Cristiani , arrestato mercoledì mattina dai carabinieri di Brescia. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Bonamartini nell'ambito di un'inchiesta per una presunta tangente da 100 mila euro ( guarda il video del procuratore di Brescia Salomone ).

Fondatore di Forza Italia ed ex assessore - Nicoli Cristiani, tra i fondatori di Forza Italia a Brescia, è stato assessore all'ambiente fino al 2005, svolgendo per un certo periodo il compito di commissario dell'Arpa. Dal 2005 al 2010 è stato assessore al Commercio. Rieletto nuovamente l'anno scorso è stato nominato vicepresidente del Consiglio regionale. In passato era già stato coinvolto in una indagine giudiziaria, quella sulla discarica di Cerro per cui avuto la prescrizione ad una condanna in appello a due anni per abuso d'ufficio. Condanna poi annullata, nel maggio del 2008, dalla Cassazione perché il fatto non sussiste.

100 mila euro in contanti -
Nel corso della perquisizione effettuata nella sua abitazione, gli inquirenti hanno sequestrato due buste per complessivi 100 mila euro in banconote da 500, frutto, secondo la procura di Brescia, di una tangente. Di episodi di corruzione, secondo gli inquirenti, erano emerse prove nel corso di diverse intercettazioni.  Secondo le ricostruzioni dei magistrati quei soldi sarebbero stati versati dai coniugi Pierluca Locatelli e Orietta Pace Rocca (arrestati insieme a Nicoli Cristiani e ad altre 7 persone) al responsabile dell'Arpa della Lombardia, Giuseppe Rotondaro (arrestato anche lui), il quale li avrebbe poi girati proprio al politico del Pdl. I pagamenti sarebbero serviti a nascondere il fatto che la ditta di Locatelli usava materiale industriale di scarto non trattato e dunque tossico in diversi cantieri stradali. Tra i terreni sequestrati anche due cantieri della Bre.Be.Mi.

Nicoli Cristiani nelle intercettazioni diventa un Mammasantissima
- Dagli appostamenti è stato scoperto che i camion con i rifiuti entravano nella struttura di trattamento di Biancinella di Cavernago, così da far risultare dalla scatola nera il transito nell' impianto, ma ne uscivano come erano entrati: senza che i rifiuti fossero trattati. Questi erano invece portati sui cantieri e usati disinvoltamente. E' stata però la vicenda della discarica di Cappella Cantone, nel Cremonese, a far emergere la corruzione. Dalle intercettazioni è risultata evidente l'impazienza di Locatelli perché fosse al più presto destinata a discarica di amianto, nonostante la ferma opposizione dei cittadini. In ballo per l'imprenditore c'era un finanziamento di parecchi milioni di euro. Si è scoperto che Locatelli aveva anche pagato degli agricoltori perché non irrigassero i campi in occasione dei controlli che evidentemente erano più che annunciati, in modo da falsare la distanza tra il margine della discarica e la falda acquifera. Sono stati gli stessi coniugi Locatelli a tradirsi mentre, in auto, stavano andando a Milano per portare il denaro al funzionario dell'Arpa. "Speriamo che non ci controlli la Guardia di Finanza", avrebbe detto la donna che aveva anche il timore di non aver contato bene le banconote (in gergo Big Bubble). L'imprenditore bergamasco, con altre persone, sempre intercettato, descrive Nicoli Cristiani come un 'mammasantissima' nel settore dell'ambiente, pur non essendo più assessore. Resta il fatto che il giorno in cui ottiene il denaro da Rotondaro (che sarà ricompensato qualche giorno dopo dai Locatelli con 10mila euro) la discarica di amianto ottiene l' autorizzazione integrata ambientale. Una circostanza sulla quale inquirenti e investigatori bresciani continuano a indagare.

Pd: "Doveroso un passo indietro" - Dall'opposizione arriva subito una richiesta di passo indietro. "Nessuno mette in discussione i diritti e la presunzione di innocenza delle persone coinvolte in indagini, ma qui il discorso è un altro", si legge in una nota del segretario metropolitano, Roberto Cornelli. "Dopo l'arresto del vicepresidente del Consiglio regionale per fatti gravi di corruzione, occorre che le istituzioni siano tutelate prima della celebrazione dei processi", prosegue Cornelli, con riferimento all'esponente di Pdl, "In questo caso occorre un passo indietro di Nicoli Cristiani dalla carica che ricopre in Regione Lombardia". "L'indagato avrà modo di difendersi e come tutti ci auguriamo potrà dimostrare la propria estraneità ai fatti. Ma fino a quel momento è giusto che la vicepresidenza passi di mano per salvaguardarne la funzionalità e la pienezza delle proprie funzioni"

Sel: "Formigoni si dimetta" - Più duri i due consiglieri regionali di Sinistra Ecologia e Libertà, Chiara Cremonesi e Giulio Cavalli, che chiedono le dimissioni del presidente della regione. "Le ombre sono ormai troppe e troppo dense - scrivono in una nota - Formigoni, peraltro sostenuto da un'alleanza che a livello nazionale non esiste più, ne prenda atto. E la parola torni agli elettori". "Dai festini a luci rosse alla malasanità, dai rapporti con la 'ndrangheta al traffico illecito di rifiuti, ce n'è davvero per tutti nel centrodestra lombardo, anche nelle posizioni istituzionali di  maggior rilievo" aggiungono gli esponenti di Sel, che spiegano:  "abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura. Ma da subito occorre  rilevare il dato politico: Formigoni, la sua Giunta, la sua  maggioranza e la loro azione di governo non hanno più alcuna  credibilità, progressivamente minata e a questo punto frantumata da  una sequenza di inchieste impressionante".

Formigoni: "La giunta non c'entra. Sono responsabilità personali" - Da parte sua Roberto Formigoni, che, per ironia della sorte ha inaugurato oggi il Comitato per la trasparenza degli appalti e sulla sicurezza nei cantieri, ha dichiarato di voler "subito tranquillizzare dicendo che i procedimenti seguiti da Regione Lombardia sono perfettamente regolari, attendiamo di vedere esattamente come siano andate le cose per quanto riguarda queste persone colpite dai provvedimenti giudiziari". "Nessuno ha messo sotto attacco la giunta e il presidente Formigoni", si è poi difeso il governatore lombardo, intervistato da Lucia Annunziata, "qui si tratta di responsabilità personali". "Non è che se lavoriamo all'interno dello stesso Parlamento", ha spiegato,  "diventiamo complici gli uni con gli altri, non accetto di essere imbrigliato in una cosa che non mi riguarda". Formigoni ha quindi ricordato che Nicoli Cristiani non è più assessore da almeno due anni. "Lo stimo e gli auguro di dimostrare la sua innocenza - ha concluso - sono curioso anch'io di capire come sono andate le cose".

Il caso Penati - Franco Nicoli Cristiani è il secondo vice dell'assemblea del Pirellone a finire sotto inchiesta con accuse di corruzione in questa legislatura.  L'estate scorsa fu il caso delle presunte tangenti a Sesto San Giovanni a travolgere l'altro vicepresidente del Consiglio regionale, il democratico Filippo Penati, che poi si dimise dal suo incarico nell'Ufficio di presidenza e passò dal Pd al gruppo Misto, dove tuttora siede. Attualmente i due vicepresidenti del presidente leghista Davide Boni sono appunto Nicoli Cristiani (Pdl) e la Democratica Sara Valmaggi, eletta a settembre al posto di Penati.


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