San Raffaele, spuntano i rapporti tra Don Verzè e il Sismi

Don Luigi Verzè
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Il Corriere svela i brogliacci delle intercettazioni fatte a cavallo tra il 2005 e il 2006 nell’ufficio del fondatore dell’istituto. In un colloquio con Pollari la richiesta di mandare la Gdf da un imprenditore che si rifiuta di vendere un terreno

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Non solo i guai del crac del San Raffaele, ora anche le microspie nel suo ufficio. Don Luigi Verzè, fondatore dell'istituto di cura e indagato insieme ad altre quattro persone nell'inchiesta sulla bancarotta del polo scientifico, è stato intercettato tra dicembre 2005 e settembre 2006 nell'ambito di un'altra inchiesta per la quale sono già state escluse ipotesi di reato a suo carico.
A rivelarlo è un articolo del Corriere della Sera.

Le cimici nell'ufficio di Don Verzè hanno però messo in luce un altro aspetto: i rapporti tra il fondatore e Nicolò Pollari, generale della Guardia di Finanza e in quel momento anche direttore del Sismi, i servizi segreti militari.
In quell'anno, siamo nel 2005, don Verzè è preoccupato per alcuni terreni di proprietà del San Raffaele. Ne parla anche con l'ing. Roma (capo dell'ufficio tecnico, ndr) che si reca nel suo ufficio e al quale don Verzè, come riassume l'operatore delle Fiamme Gialle all'ascolto (nel brogliaccio riportato dal Corriere), "anticipa che farà venire la Guardia di Finanza per fare i verbali a coloro che giocano a calcio presso gli impianti sportivi vicini al San Raffaele che lo stesso don Verzè vuole acquisire ma che uno dei titolari, tale Lomazzi, non vuole cedere".
"Don Verzè - rilevano le microspie - dice (all'ingegner Roma, ndr) di fare un sabotaggio e di stare attento ai cavalli e all'asilo", che sono del San Raffaele.
"L'ing. Roma specifica di aver individuato il generatore... sarà sabotato il quadro elettrico ... quindi i campi non potranno essere illuminati e quando gli amici dell'ing. Roma andranno da Lomazzi a fargli la proposta di acquisto (per conto del San Raffaele) "sarà in ginocchio...".

E' proprio a proposito di quei terreni che il fondatore del San Raffaele e presidente della Fondazione Monte Tabor chiede anche aiuto all'ex capo del Sismi. Mezz'ora di chiacchiere e poi don Verzè va al punto: "Chiede un aiuto a Pollari per mandare la Gdf da Lomazzi in modo che lo stesso Lomazzi possa cedere una parte del terreno per costruire un residence per studenti. Poi si salutano e Pollari dice che si interverrà su Letta per il finanziamento sulla ricerca...".
Pollari, spiega il Corriere, aveva acquistato da poco (come ha doucmentato il Fatto Quotidiano) una villa a Roma dal San Raffaele pagandola (500 mila euro) la metà dei soldi sborsati anni prima da don Verzè.

In ogni caso non è Pollari l'unico "pezzo grosso" ricevuto da don Verzè nel suo ufficio e intercettato dai finanzieri. "È ignaro, don Verzè, che qualcuno lo sta ascoltando quando accoglie Cesare Geronzi per parlare di politica o quando risponde alla telefonata dell'«eminenza» vaticana che gli chiede un favore. Con Mario Cal, il manager suicida, conversa di una «grana» giuridica da sistemare con Roberto Formigoni e la Regione Lombardia".

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