Omicidio di Melania Rea, Salvatore Parolisi resta in carcere

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La Cassazione ha rigettato il ricorso avanzato dai legali del caporal maggiore, accusato di aver ucciso la moglie il 18 aprile scorso. I suoi avvocati: “Pronti al processo, porteremo nuove prove per dimostrare la sua estraneità al delitto”

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Resta in carcere Salvatore Parolisi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso avanzato dalla difesa del caporal maggiore accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea il 18 aprile scorso, confermando l'ordinanza di custodia cautelare del tribunale del Riesame dell'Aquila. La decisione è arrivata dopo quasi sei ore di Camera di Consiglio. "Siamo pronti a fare il processo. Inizieremo da domani a procurare nuove prove e aiutare Salvatore a dimostrare la sua estraneità al delitto" hanno osservato i suoi legali Nicodemo Gentile e Valter Biscotti. "Prendiamo atto - aggiungono - del provvedimento. Si trattava di un percorso, quello compiuto dalla Cassazione, che ci poteva stare. Ora vogliamo vedere le motivazioni".

Parolisi è in carcere dal 20 luglio scorso. La moglie Melania Rea, scomparsa il 18 aprile 2011 da Folignano (Ascoli Piceno), venne ritrovata due giorni dopo morta nel bosco di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo). A seguito delle indagini è stato arrestato il marito. Alla base del delitto, secondo gli inquirenti, ci sarebbe un movente passionale legato anche a intrighi che coinvolgerebbero Parolisi e le soldatesse che addestrava nella caserma di Ascoli Piceno. I legali del caporalmaggiore hanno sempre sostenuto che siano state sottovalutate diverse prove a favore di Parolisi.

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