Brindisi, strage di migranti: morti e dispersi

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Tre corpi sono stati recuperati. Si indaga per capire se tra i sopravvissuti ci siano anche gli scafisti. La barca a vela naufragata sabato 26 era partita dalla Turchia. GUARDA IL VIDEO

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(In fondo all'articolo i video sull'emergenza sbarchi)

Tre persone morte, una quarantina di superstiti e una trentina di dispersi che forse però potrebbero essersi salvati e fuggiti. A un giorno dal naufragio di una barca a vela da 11 metri carica di immigrati asiatici sulla costa brindisina di Carovigno, è questo il bilancio che potrebbe essere ancora provvisorio di una nuova tragedia del mare (GUARDA LE FOTO).

Due dei sopravvissuti sono ricoverati in ospedale per fratture varie, tutti gli altri sono in buone condizioni di salute e sono ospitati nel centro di accoglienza per richiedenti asilo di Restinco a Brindisi. Nei loro confronti il ministro per l'integrazione, Andrea Riccardi, ha avuto parole di speranza: "Le notizie che abbiamo sui Paesi di provenienza di questi profughi - ha detto - forse motiveranno il diritto di asilo o la protezione speciale o l'accoglienza per motivi umanitari. Ho fiducia nel lavoro della Commissione per il diritto d'asilo".

I naufraghi, tutti uomini, sono tutti giovani: in 15 sono sicuramente maggiorenni, gli altri hanno dichiarato di essere minorenni. Nessuno di loro ha i documenti: hanno detto di provenire dal Bangladesh, dall'Afghanistan dall' Iran e dell'Iraq. Hanno raccontato di essere partiti cinque giorni fa dalla Turchia, di avere fatto sosta in Grecia e di avere viaggiato in 72 stipati a bordo della barca a vela.

Nel Centro di Restinco si stanno ultimando le procedure di identificazione e si indaga anche per capire se tra i sopravvissuti vi siano anche gli scafisti. I naufraghi hanno detto che a bordo ve ne erano due: un curdo armato con coltelli e un europeo con la carnagione chiara. Dai racconti raccolti dagli investigatori, però, si ritiene che a bordo della barca vi fosse anche un ragazzo che faceva da aiutante. La descrizione corrisponderebbe a quella di una delle vittime recuperate in mare.

Le ricerche degli eventuali dispersi, condotte dai sommozzatori dei vigili del fuoco, dalla guardia di finanza e dalla capitaneria di porto con elicotteri e motovedette e dai carabinieri via terra, continueranno. Domenica 27 hanno portato al recupero del corpo della terza vittima. Il cadavere era stato avvistato ieri insieme ad altri due corpi recuperati in mare con i primi soccorsi, ma era stato poi inghiottito dalle onde.

I sommozzatori lo hanno trovato sul fondale dell'imboccatura della stretta insenatura nella quale si è andata ad incagliare la barca. Era sotto un cumulo di detriti usciti dalla barca e raggruppati lì dalle correnti. Ai sopravvissuti e alle vittime i soccorritori hanno messo braccialetti numerati per una sorta di identificazione, circostanza che in un primo tempo aveva fatto pensare a una possibile schedatura da parte degli scafisti.

Oltre che con le ricerche, i vigili del fuoco sono stati impegnati anche nelle operazioni di recupero della barca a vela, una Bavaria battente bandiera statunitense e lunga 11 metri. Le operazioni sono state impegnative e sono state impiegate due gru. Dopo alcuni tentativi falliti, la barca è stata tirata a terra e sottoposta a sequestro per disposizione della procura brindisina che sta indagando sulla vicenda.

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