Roma, investe un uomo e scappa. Dopo 4 giorni si costituisce

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Confessa un operaio incensurato di 28 anni. Il 21 novembre aveva travolto un 42enne dopo una lite facendolo finire in gravi condizioni in ospedale. La vittima, stando al racconto del giovane, avrebbe finto di avere una pistola e minacciato di sparargli

Dopo quattro giorni si è costituito. Lunedì scorso, 21 novembre, ha investito un uomo di 42 anni a Roma, dopo una lite, ed è scappato. Venerdì 25 novembre un operaio 28enne, incensurato, ha confessato. Ai carabinieri della Stazione Roma Cecchignola e del Nucleo Operativo Eur, che hanno eseguito il fermo per tentato omicidio e omissione di soccorso, ha raccontato di aver avuto un’accesa discussione con la vittima per motivi di viabilità. Durante la lite, stando alle parole dell’operaio, il 42enne avrebbe minacciato di sparargli e, mettendo una mano dietro la schiena, avrebbe finto di prendere una pistola. A quel punto, il 28enne dice di essere risalito in auto impaurito e di aver investito accidentalmente l’altro uomo, che invece era rimasto in mezzo alla strada, nel tentativo di scappare. Il tutto è successo in via Andrea Millevoi, vicino l’Ardeatina. Per l’operaio sono scattati gli arresti domiciliari. La vittima è ancora in ospedale: trasportato in codice rosso al Sant’Eugenio, è in gravi condizioni ma non sarebbe in pericolo di vita.

È agli arresti domiciliari da un giorno anche Angelo Pelucchi, il 72enne di Bassano Bresciano che sabato 19 novembre, a Cremona, ha investito e ucciso il 76enne Guido Gremmi dopo una lite per un parcheggio. "I domiciliari rientravano tra le nostre richieste – ha detto l'avvocato Michele Bontempi –. Ha influito in modo determinante l'età del nostro assistito". Pelucchi, piccolo imprenditore, aveva fatto perdere le sue tracce dopo aver travolto Gremmi, che protestava perché il suv del 72enne occupava il posto per disabili assegnato alla moglie. Il giorno dopo, mentre gli investigatori stingevano il cerchio intorno a lui, Pelucchi si era costituito.

Giovedì 24 novembre è arrivata anche la sentenza per un altro automobilista che, sempre dopo una lite, ha travolto e ucciso un motociclista. Vittorio Petronella, pensionato di 71 anni, è stato condannato a 16 anni di carcere con rito abbreviato per omicidio volontario. Il 25 luglio scorso, a Milano, aveva investito Sandro Mosele, 35 anni, dopo una discussione scoppiata per una precedenza non data a un incrocio. I genitori e il fratello della vittima, costituiti parte civile al processo, saranno risarciti con una provvisionale complessiva di 75mila euro. Petronella è agli arresti domiciliari da fine agosto.

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