Investì motociclista dopo una lite, condannato a 16 anni

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Vittorio Petronella, pensionato di 71 anni, è stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario. Il 25 luglio a Milano inseguì e uccise Alessandro Mosele dopo un litigio a un semaforo. Ai familiari della vittima una provvisionale di 75mila euro

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Sedici anni di carcere per omicidio volontario: questa la condanna inflitta col rito abbreviato dal gup di Milano Donatella Banci Buonamici a Vittorio Petronella, il 71enne pensionato che, il 25 luglio scorso ha inseguito, travolto e ucciso il 35enne Alessandro Mosele dopo un litigio a un semaforo in Via Andrea Doria, nel capoluogo lombardo.
Petronella, ex direttore commerciale di un'azienda, ha sempre sostenuto di non aver avuto intenzione di uccidere e di non avere urtato il 35enne, a differenza di quanto dichiarato dai testimoni sentiti dalla Procura. Il pm Antonio Sangermano aveva chiesto la condanna a 18 anni di carcere e l'eliminazione dell'aggravante dei futili motivi che, in effetti, è stata tolta dal gup. Ai familiari che si sono costituiti parte civile, è stata riconosciuta una provvisionale di 75mila euro, mentre il risarcimento verrà determinato in un separato giudizio civile. "Siamo soddisfatti per la sentenza perché è stato riconosciuto l'omicidio volontario", si sono limitati a dire i parenti della vittima.

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