Messina, Clini: "Necessario spostare attività e residenze"

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Il ministro dell'Ambiente a SkyTG24 parla dell'alluvione in Sicilia: "I cambiamenti climatici cambiano la geografia e l'economia del territorio. Ci sono zone nelle quali non bisognava costruire". GUARDA IL VIDEO

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(in fondo all'articolo i servizi di SkyTG24)

"Abbiamo bisogno di aggiornare al più presto la mappa di tollerabilità del territorio, concentrare risorse per fare prevenzione, intervenire sui fattori che nel suolo possono causare disastri". Così il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, intervistato da Sky Tg24, interviene s ull'ondata di maltempo che si è abbattuta al Sud d'Italia ed ha causato la morte di quattro persone, fra cui un bambino di dieci anni, in provincia di Messina. Per Clini, è opportuno "intervenire anche sui corsi d'acqua e iniziare a considerare la possibilità che zone esposte vengano svuotate da attività produttive e residenze: il prezzo che si paga traccheggiando è molto alto, dobbiamo quindi anche pensare che alcune attività consolidate debbano essere spostate da alcuni siti. I tempi di lavoro sono lunghi ma dobbiamo attrezzarci per l'emergenza e in questo, il lavoro della Protezione Civile è essenziale".

La telefonata di Corrado Clini a SkyTG24:



Secondo il Ministro, è evidente che si sta registrando una convergenza fra le peggiori, dell'impatto  dei cambiamenti climatici. "E' urgente - ha aggiunto - che l'Italia prenda atto che siamo in una situazione climatica nuova, dobbiamo sapere che gran parte del nostro territorio è vulnerabile e ha bisogno di un lavoro di manutenzione e gestione. Altrimenti, rincorreremo solo le emergenze con gravi perdite di vite umane e danni economici". Clini ha sottolineato che "il nostro territorio è stato gestito molto male, in una situazione climatica che però consentiva di reggere davanti a eventi rari. Ora c'è una situazione di emergenza, lo abbiamo visto a Messina, in Liguria e Toscana. Ci sono aree che per circostanze climatiche che si creano, sono più esposte. Abbiamo la possiblità di capire che c'è una situazione di vulnerabilità e questa va affrontata subito". Clini ha ricordato che ci sono zone a rischio dove sono state insediate attività produttive. "Paghiamo un prezzo per una visione molto corta. Sono state utilizzate zone che già venti o trenta anni fa, il buon senso avrebbe consigliato di non utilizzare. Le regole che prevedevano una certa intensità di pioggia e frequenza di eventi climatici estremi ora sono cambiate. Quaranta anni fa avevamo disegnato sistemi fognari sulla base di un certo regime di pioggia ora dobbiamo ripensarli perché il regime è cambiato. I modelli climatici messi a punto negli anni scorsi - ha concluso il Ministro - suggeriscono che questa tendenza sarà confermata. Meglio lavorare su questo piuttosto che sperare nella buona sorte".

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