Unione europea, i prodotti alimentari cambiano etichetta

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Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Ue il regolamento comunitario sulle informazioni ai consumatori. Tra le novità: scritte più chiare e leggibili, tabella nutrizionale, stop alle indicazioni fuorvianti, allergeni in evidenza

Più chiare, trasparenti e leggibili: le etichette dell’Unione europea cambiano faccia. Martedì 22 novembre, dopo un percorso lungo quasi quattro anni, per il regolamento comunitario sulle informazioni alimentari ai consumatori arriva la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue. Le novità principali sono la tabella nutrizionale, gli allergeni in evidenza nell’elenco degli ingredienti, una dimensione minima per i caratteri con cui sono scritte le etichette, il divieto di indicazioni fuorvianti. L’obiettivo è quello di rendere più semplice per i consumatori scoprire i segreti dei prodotti esposti sugli scaffali dei supermercati e creare omogeneità in tutta Europa. Il regolamento entrerà in vigore tra venti giorni, anche se per alcuni punti è previsto un percorso a tappe che si concluderà tra cinque anni.

Il testo finale è frutto di un compromesso tra le istituzioni europee. Il 30 gennaio 2008 la Commissione europea aveva proposto un nuovo regolamento Ue per l’informazione al consumatore in materia di etichettatura, presentazione e pubblicità degli alimenti. Il 16 giugno 2010 il Parlamento europeo aveva approvato il testo in prima lettura e a dicembre dello stesso anno, dopo le discussioni presso il Consiglio che rappresenta i governi dei 27 Paesi membri, si è giunti a una conclusione. “Le numerose emergenze alimentari che si sono verificate nell’Ue, dai maiali alla diossina alla mozzarella blu fino al batterio killer, avrebbero dovuto spingere le istituzioni comunitarie a scelte più immediate”, dice la Coldiretti. Che sottolinea come la nuova norma sostituisce “una vecchia direttiva del 1979”. “Una decisione importante – commenta la Confederazione italiana agricoltori – che interessa circa 500 milioni di consumatori in Europa. Si va nella direzione indicata dall'Italia che, con una legge approvata dal Parlamento, allarga a tutti i prodotti l'obbligo di indicare in etichetta l'origine”. "Un passo avanti verso la sconfitta della piaga dell'italian soundingdice Confagricoltura –. Il testo obbliga, infatti, a indicare in etichetta la provenienza degli ingredienti agricoli qualora la descrizione e/o l’illustrazione dell'alimento possa indurre in errore".

Ecco le novità più importanti del regolamento:

- Tabella nutrizionale. Gli alimenti confezionati devono avere una tabella nutrizionale con sette elementi (contenuto energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri, sale) riferiti a 100 g o 100 ml di prodotto. Come succede nel Regno Unito, potranno essere usati i semafori per indicare i cibi che contengono troppi grassi o zuccheri.

- Dimensione minima. Le diciture obbligatorie sulle etichette devono essere visibili. Per questo il carattere tipografico non deve essere inferiore a 1,2 mm (0,9 mm per le confezioni più piccole).

- Luogo di provenienza. È obbligatorio indicare il Paese d’origine o il luogo di provenienza per la carne suina, ovina, caprina e il pollame (così come era già stato previsto per quella bovina dopo l’emergenza mucca pazza). Il vincolo scatta entro due anni (entro tre per l’obbligo di indicare l’origine di latte e derivati).

- Scadenza. La data di scadenza deve essere riportata anche sui prodotti confezionati singolarmente.

- Allergeni. Le informazioni sugli allergeni devono essere fornite anche per cibi non imballati, ad esempio quelli venduti nei ristoranti o nelle mense. Nella lista degli ingredienti, poi, devono essere messi in risalto con il grassetto o il colore.

- Acqua. Deve essere dichiarata l’acqua aggiunta se nel prodotto finito è superiore al 5 per cento.

- Caffeina. Le bibite, escluse tè, caffè e quelle a base di queste bevande, che contengono più di 150 mg/l di caffeina devono riportare la scritta “Tenore elevato di caffeina”, introdotta nel 2003, e l’avvertenza “Non raccomandato per bambini e donne in gravidanza o nel periodo di allattamento”.

- Insaccati. I salumi insaccati devono indicare quando l’involucro non è commestibile.

- Oli e grassi vegetali. Non basta più scrivere “oli/grassi vegetali”, bisogna indicare la tipologia (soia, palma, arachide, ecc…).

- Congelati e surgelati. Un alimento congelato o surgelato venduto scongelato deve riportare sull’etichetta la parola “scongelato”. Bisogna indicare giorno, mese e anno di surgelazione o congelamento nei prodotti ittici, nella carne e nelle preparazioni a base di carne surgelati o congelati non lavorati.

- Indicazioni fuorvianti. I consumatori non devono essere fuorviati dalla presentazione degli imballaggi alimentari, dal loro aspetto, dalla descrizione, dalla presentazione grafica. Devono essere facilmente identificabili gli alimenti simili ad altri, ma prodotti con ingredienti diversi (come, ad esempio, i “simil-formaggi” prodotti con materie vegetali). La carne o il pesce ottenuti dalla combinazione di più parti dovranno essere indicati come “carne/pesce ricomposti”.

Tutte le diciture obbligatorie delle etichette devono essere nello stesso campo visivo della denominazione di vendita. Se la superficie della confezione è inferiore a 10 cm² basta riportare le informazioni essenziali (come allergeni, scadenza, peso netto, denominazione di vendita).

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