Ruby, le ragazze dei festini sono "parti offese"

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I giudici di Milano hanno stabilito che le giovani che parteciparono alle presunte serate ad Arcore potrebbero costituirsi parte civile. "È un provvedimento che farà storia" ha dichiarato la legale di Chiara Danese, ex miss Piemonte

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Tutte le ragazze, oltre a Ruby, che hanno partecipato ai presunti festini a luci rosse ad Arcore, sono da considerarsi parti offese nel processo a carico del direttore del Tg4 Emilio Fede, del manager dei vip Lele Mora e della consigliera regionale Nicole Minetti (FOTO), e quindi potrebbero costituirsi parte civile. Lo hanno deciso con un'ordinanza i giudici della quinta sezione penale del tribunale di Milano, presieduti da Anna Maria Gatto, nell'udienza di apertura del processo di lunedì 21 novembre.
"È un provvedimento che farà storia dal punto di vista culturale", è stato il commento dell'avvocato Patrizia Bugnano, legale di Chiara Danese, ex miss Piemonte che si è costituita parte civile nel processo.
Di diverso avviso l'avvocato Paolo Righi che difende Nicole Minetti nel processo che la vede imputata per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile. Il legale ha infatti precisato che si opporrà alla costituzione di parte civile delle ragazze che hanno  partecipato ai presunti festini ad Arcore, sia delle tre giovani che già si sono costituite a processo (Chiara Danese, Ambra Battilana e Imane Fadil), ma anche di tutte le altre indicate dal Tribunale come parti offese.

Udienza rinviata al 20 gennaio - Per i giudici del Tribunale di Milano tutte le ragazze di via Olgettina, quindi, devono essere considerate vittime del reato di induzione della prostituzione. A tutte le 'olgettine', quindi, verrà notificato un invito a essere presenti in aula e a costituirsi parte civile. Anche per questo, per consentire alla polizia giudiziaria di consegnare le notifiche, il processo milanese è stato sospeso prima ancora di iniziare.
La decisione è stata letta in aula e si richiama alla più recente giurisprudenza che considera "le vittime" dello sfruttamento della prostituzione come persone offese in base "alla tutela della libertà della persona umana", anche nell'ambito della sfera sessuale. A questo punto il collegio ha disposto la notifica dell'atto di fissazione del processo e ha rinviato l'udienza al prossimo 20 gennaio specificando alle parti che il processo da quella data in poi si terrà ogni venerdì salvo eventuali cambiamenti di programma. Nell'udienza non era presente in aula nessuno dei tre imputati.

La tutela della dignità prevale sul buon costume - La tutela della dignità e della  libertà della persona umana, con particolare riguardo alla libertà di autodeterminazione dei soggetti nella sfera sessuale, prevale sulla sola tutela del buon costume e della moralità pubblica che riconosceva al solo Stato la qualifica di persona offesa e alle  vittime la mera qualifica di soggetto passivo, eventualmente danneggiato dal reato. E' quanto spiegano i giudici della quinta  sezione penale del Tribunale di Milano nell'ordinanza con cui lunedì 21 novembre hanno indicato come parti offese tutte le ragazze di via Olgettina che parteciparono alle serate di Arcore.
Il Tribunale, si legge nell'ordinanza "ritiene di condividere  tale più recente orientamento anche alla luce delle numerose convenzioni internazionali cui lo Stato italiano ha aderito in tema di tutela della libertà umana, di repressione della tratta degli esseri umani e di sfruttamento della prostituzione".
"Tale interpretazione - proseguono i giudici - si concilia col dato normativo che persegue penalmente solo le condotte che incidono sulla libertà di autodeterminazione della donna, non costituendo invece reato il compimento di atti sessuali al di fuori di ogni  attività di sfruttamento o di agevolazione, anche se posti in essere con fini di lucro personale".

Imane Fadil e la richiesta di costituirsi parte civile - I giudici hanno anche preso atto della richiesta di costituirsi parte civile della modella marocchina Imane Fadil (GUARDA LE FOTO), assente dall'aula perché influenzata, la quale nelle settimane scorse aveva presentato tramite i suoi legali un'istanza nella quale spiegava di aver subito un danno alla sua carriera perché coinvolta nella vicenda.

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