Appalti Enav, tre arresti. Ai domiciliari l'ad Pugliesi

1' di lettura

Il reato contestato è finanziamento illecito ai partiti. Tra gli indagati anche il deputato dell'Udc Naro, che dice: "Un atto dovuto, ho fiducia nei magistrati". Al centro dell'inchiesta una presunta tangente di 200 mila euro

Guarda anche:
Enav, per Milanese rinvio a giudizio e una nuova inchiesta
Enav, arrestato Lorenzo Cola
Caso Milanese, Capaldo lascia l'inchiesta Enav

Arresti e perquisizioni a Roma, nell'ambito dell'inchiesta della procura della Capitale sugli appalti Enav. I carabinieri del Ros hanno eseguito le misure cautelari firmate dal Gip Anna Maria Fattori,  nei confronti di Guido Pugliesi, amministratore delegato dell'Enav (ai domiciliari), Manlio Fiore, direttore commerciale della Selex e del commercialista Marco Iannilli. Tra gli indagati anche Lorenzo Borgogni, responsabile (dimissionario) delle Relazioni esterne di Finmeccanica e il deputato e segretario amministrativo dell'Udc Giuseppe Naro. Quest'ultimo ha dichiarato in mattinata che "si tratta di un atto dovuto da parte dei magistrati, nella cui serietà confido totalmente". Parole ribadite anche da leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che da Verona ha detto di avere "piena fiducia nei magistrati e anche in Naro" e rilanciate dall'ufficio stampa dell'Udc, secondo cui si tratta di "fatti noti, già smentiti, pubblicati sui giornali e trasmessi dai Tg nel mese di agosto.

Pugliesi ai domiciliari - Al centro dell'accusa una presunta tangente di 200 mila euro versata dall'imprenditore Tommaso di Lernia, titolare della Print Sistem, al segretario amministrativo dell'Udc Naro. Pugliesi, amministratore delegato dell'Enav, in quell'occasione avrebbe accompagnato Di Lernia nell'ufficio del politico in via Due Macelli a Roma, dopo aver, si legge nelle carte della procura, "sollecitato una offerta di denaro presso l'ufficio dell'onorevole Casini". Per la procura le prove dell'incontro sono dimostrate dal fatto che il telefono cellulare di Di Lernia risultava agganciato alla cella di via Due Macelli e dal passaggio della sua auto nella zona a traffico limitato (Ztl). Non solo, Di Lernia, che con le sue rivelazioni ha consentito di aprire uno squarcio nel meccanismo degli appalti dell'Enav, avrebbe riconosciuto Naro durante un interrogatorio attraverso una fotografia.

Pugliesi riceveva nello studio di Andreotti - Il Gip nell'ordinanza rivela inoltre come Guido Pugliesi "effettuava incontri" nello studio del senatore a vita Giulio Andreotti. "Il grado di potere del Pugliesi, di certo maggiore dei limiti consentiti dalla formalità della carica ricoperta e che di fatto lo rendevano ispiratore delle nomine sia dei componenti del Cda della stessa Enav che delle società collegale e controllate - afferma il giudice - è riscontrato dal numero degli appuntamenti riportati nella sua agenda, nonchè dallo spessore dei politici di riferimento (dall'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti al senatore Andreotti nel cui studio effettua incontri, oltre che da annotate frequentazioni con i deputati Brancher e Naro)".

La difesa di Pugliesi
- "Fermo restando il rispetto per l'operato della Magistratura si deve rilevare che il provvedimento si basa principalmente sulla dichiarazioni del signor Tommaso Di Lernia che già in passato, rispetto a fatti connessi, si è rilevato inattendibile". Lo afferma l'avvocato Francesco Scacchi, difensore di Guido Pugliesi. "Peraltro - prosegue il legale - gli interessi rappresentati dal signor Di Lernia sono stati da tempo oggetto di pesanti iniziative di contrasto poste in essere su precisa indicazione del dottor Pugliesi e che hanno ad oggi condotto all'estromissione della Print Sistem srl dall'albo fornitori aziendale, all'interruzione dei pagamenti ed alla risoluzione di tutti i rapporti contrattuali esistenti con la Print Sistem stessa".

Gip: Fiore e Iannilli hanno evaso le imposte - Fatture per operazioni inesistenti sono invece contestate al commercialista Iannilli e al direttore commerciale della Selex Fiore,  finiti in carcere. Per quanto riguarda Marco Iannilli l'accusa è di  aver avere emesso fatture relative a operazioni inesistenti "nella sua qualita' di dominus di Arc Trade Srl, al fine di consentire l'evasione delle imposte dirette e indirette alla stessa Arc". Quanto a Fiore, l'ipotesi e' "nella sua qualita' di organo  apicale di Selex Spa", di aver emesso "fatture per operazioni  inesistenti avvenute nel 2009" per "evitare il pagamento di imposte  dirette e indirette, in concorso con Tommaso Di Lernia, legale  rappresentante della Print Sistem Srl". Il reato, secondo il  magistrato, e' stato commesso per "realizzare le provviste per  l'erogazione di utilita' a pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio per il compimento di atti contrari ai loro doveri di  ufficio". (segue)

Indagato Borgognoni - Il gip Anna Maria Fattori non ha invece accolto la richiesta della procura di applicare un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Lorenzo Borgogni, responsabile dimissionario delle relazioni esterne del gruppo Finmeccanica, per il reato di illecito finanziamento ai partiti. Le dichiarazioni di chi accusa Borgogni, a parere del magistrato, sono da ritenersi generiche. Borgogni risulta comunque indagato per l'ormai nota vicenda della barca del deputato Marco Milanese, ceduta ad un prezzo di gran lunga superiore al suo valore.

In altri filoni indagato il presidente di Finmeccanica - In uno dei filoni dell'inchiesta, sono indagati da tempo anche il presidente di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini e sua moglie, amministratore delegato di Selex (società controllata da Finmeccanica) Marina Grossi. L'iscrizione della Grossi risale al novembre dello scorso anno: la procura di Roma procede nei suoi confronti per le ipotesi di reato di corruzione e false fatturazioni. Guarguaglini, il cui nome è stato iscritto ad inizio 2011, è invece indagato con l'accusa di false fatturazioni, per operazioni inesistenti.

L'inchiesta della Procura di Roma - L'inchiesta aperta più di un anno fa verte su una decina di appalti assegnati senza gara pubblica da Enav a Selex Sistemi Integrati. Gli accertamenti dei pm hanno riguardato quindi anche la Selex, società della quale è amministratore delegato Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini.
In particolare, al vaglio del pm Paolo Ielo sono finiti lavori, sia tecnici sia di opere civili, riguardanti gli aeroporti di Napoli e Palermo. L'ipotesi di lavoro degli inquirenti è che i lavori assegnati a Selex e subappaltati alle società Print System, Arc Trade, Techno Sky ed altre abbiano determinato una sovrafatturazione dei costi e la creazione di un 'surplus', poi ridistribuito tra i soggetti coinvolti, compresi esponenti dell'Enav. Il tutto in un arco di tempo che va dal 2005 al 2010. Uno dei capitoli di questa indagine riguarda infine la già citata compravendita della barca del deputato del Pdl Marco Milanese.

Leggi tutto