Reggio Calabria, la ‘ndrangheta nella società del Comune

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Undici le persone arrestate. Tra queste anche commercialisti e avvocati che prestavano i loro servizi ai padrini delle cosche. Per tutti l'accusa è associazione a delinquere di stampo mafioso

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La 'ndrangheta controllava una parte del capitale privato della società partecipata 'Multiservizi S.p.A.' del Comune di Reggio Calabria. E' con questa accusa che le Fiamme gialle, in un'inchiesta coordinata dal DDA di Reggio Calabria, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di undici persone, con il sequestro di un patrimonio di oltre cinquanta milioni di euro.

Le mani delle cosche nella municipalizzata -
La Guardia di Finanza ha scoperto "l'area grigia" composta da professionisti al servizio delle cosche. I colpiti dal provvedimento del Gip sono esponenti di spicco del clan degli "arcoti" Tegano - De Stefano della città dello Stretto, tra i quali Giovanni Tegano, 72 anni, e Giuseppe Richichi, 45 anni. Un mandato di cattura è stato notificato anche al commercialista Giovanni Zumbo, sospettato di far parte dei servizi segreti deviati e già in carcere perché coinvolto in altre inchieste da cui è emerso il suo ruolo di "talpa" al servizio delle cosche. Le Fiamme gialle hanno arrestato anche la moglie di Zumbo, l'avvocato Maria Francesca Toscano.
"Le cosche, attraverso una serie di passaggi societari, predisposti da noti professionisti, e avvalendosi di prestanome sono riuscite a controllare una parte del capitale privato della municipalizzata Multiservizi spa del comune di Reggio Calabria", ha detto la Gdf. Multiservizi spa si era aggiudicata alcune commesse al comune di Reggio.

Sequestrati 50 milioni di euro in beni immobili - Gli inquirenti inoltre hanno posto i sigilli al "tesoro nascosto" del clan Tegano sequestrando 50 milioni di euro in beni mobili e immobili. Tra i beni sequestrati ci sono anche le società Rec.im e Gestioni servizi territoriali attraverso le quali il clan deteneva il 49% della Multiservizi spa.

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