Scontri, cariche e feriti: gli studenti tornano in piazza

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Tensioni a Milano, Torino e Palermo. Slogan contro il nuovo governo Monti e il ministro dell'Istruzione: "Profumo di austerity". A Roma sfilano anche i Cobas. Sciopero del trasporto pubblico in diverse città. FOTO E VIDEO

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"La crisi va pagata da chi l'ha provocata". E' lo slogan che ha accompagnato le manifestazioni organizzate in 24 città d'Italia dalle associazioni studentesche insieme ai Cobas . Tensioni a Milano, Torino e Palermo dove ci sono stati scontri e feriti tra manifestanti e polizia. A questo si aggiunge lo sciopero dei mezzi di trasporto ( Leggi le modalità dell'agitazione ) che ha creato disagi in diverse città, soprattutto nella capitale. ( Gli aggiornamenti in tempo reale ).
E' un giovedì nero quello che ha salutato il primo (quasi) giorno di governo dell' esecutivo guidato da Mario Monti. Lavoratori, precari e giovani hanno protestato contro la crisi economica e la "distruzione della scuola pubblica". E non hanno risparmiato slogan contro il presidente del Consiglio perché, sostengono, "neanche con Monti tornano i conti". ( GUARDA IL VIDEO ). Nel mirino delle proteste anche il ministro dell'Istruzione: "Profumo di austerity" è stato lo slogan scelto per lo striscione che ha aperto il corteo a Roma.

Francesco Profumo e Alessandro Profumo - Non tutti i manifestanti, però, sembrano avere le idee chiare. Tra i giovani scesi in piazza, infatti, c'è chi confonde l'attutale titolare del dicastero Francesco Profumo , presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), già rettore del Politecnico di Torino con Alessandro Profumo , ex amministratore delegato di Unicredit , è indagato dalla Procura di Milano per frode fiscale.



"Noi la crisi non la paghiamo" - Sono tanti i messaggi lanciati contro il governo appena insediatosi. "Né Monti, né Tremonti"; "Né Berlusconismi, né Monti" dicono i giovani che "non si fidano" del nuovo presidente del Consiglio. "Monti o Tremonti sempre ai soliti fanno pagare i conti" cantano dalla piazza di Firenze. "Contro tutte le speculazioni 10, 100, 1000 occupazioni' gridano i liceali del capoluogo toscano.
Da Torino a Palermo, passando per Milano , Parma, Bologna, Firenze, Pisa, Ancona e Roma e Bari, il comparto scuola protesta contro la crisi economica e lancia richiami al governo. ( GUARDA LA FOTOGALLERY )
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Scontri a Milano, Torino e Palermo - Nel corso della giornata, a Milano, Torino e Palermo si sono verificati scontri tra manifestanti e le forze dell'ordine.
Nel capoluogo lombardo i giovani hanno lanciato lacrimogeni contro la polizia che ha reagito con cariche. La filiale Unicredit di Corso Italia è stata anche bersaglio di lanci di uova e sulle vetrine della banca sono state disegnate delle 'V' che simboleggiano lo slogan 'V per Vendetta' utilizzato dal movimento per esprimere la contrarietà alle politiche del Governo e la speculazione dei mercati.
Un gruppo di manifestanti ha inoltre tentato di raggiungere l'università Bocconi per assediare simbolicamente l'ufficio di Mario Monti.
A Torino, un giovane manifestante è rimasto ferito dopo aver colpito un funzionario di polizia. Il ragazzo è stato colpito alla testa con una manganellata ed è poi scappato. Il bilancio parla di 4 fermati dopo gli scontri con le forze di polizia, che hanno nove feriti tra gli agenti.
Un ferito anche a Palermo, nell'ambito del corteo "blocchiamo tutto day". L'uomo sarebbe un senza casa del quartiere dello Zen, dove è stato formato un comitato per il diritto all'alloggio. Aveva tentato di interporsi tra i giovani e lo schieramento di carabinieri e polizia quando è stato colpito, forse da un sasso. Si è allontanato sanguinando vistosamente dalla fronte. Gli incidenti, sono iniziati quando in via Roma i dimostranti hanno tentato di fare irruzione in una sede di Intesa San Paolo. Dal corteo hanno lanciato pietre, mattoni e fumogeni contro le forze dell'ordine che hanno reagito con cariche verso i manifestanti.
A Roma invece i manifestanti volevano raggiungere il Senato per protestare mentre era in corso il dibattito sulla fiducia al governo Monti. Il presidio è terminato in piazza
Sant'Andrea della Valle con un lancio di uova e arance contro le forze dell'ordine.

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