Truffa dei Parioli, primi risarcimenti alle vittime

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A beneficiarne sono l'attore-cantante Massimo Ranieri e il regista Carlo Vanzina, alcuni dei vip che avevano affidato i propri risparmi alla società di Gianfranco Lande, attualmente sotto processo. Il via libera è arrivato dalla procura di Roma

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Le vittime del "Madoff dei Parioli" cominciano ad ottenere i primi risarcimenti. Tra loro ci sono vip come l'attore-cantante Massimo Ranieri, il regista Carlo Vanzina ed il fratello della soubrette televisiva Samantha De Grenet. A far loro "compagnia" altri 174 clienti della Egp France, una delle società di Gianfranco Lande.

Il pm Luca Tescaroli, infatti, ha dato il via libera ai risarcimenti decisi dal fondo di garanzia dei depositi francesi dopo il fallimento della società finanziaria alla quale in molti avevano affidato i propri risparmi. In alcuni casi i risarcimenti toccheranno anche la maxicifra di 140mila euro.

Un solo nominativo è stato escluso dalla lista degli aventi diritto al risarcimento: dovrebbe trattarsi di Roberto Torregiani uno dei cinque operatori finanziari coinvolti nell'inchiesta della Procura di Roma sulla megatruffa da 300 milioni di euro che ha interessato, oltre a vip, anche professionisti ed esponenti della nobilità capitolina.

E proprio il 12 novembre lo stesso Torregiani in una dichiarazione spontanea ai giudici del Tribunale di Roma, che lo stanno processando con rito abbreviato, aveva detto di voler mettere a disposizione delle vittime i 6,8 milioni di euro sequestratigli dall'autorità giudiziaria.

Il processo Lande ha preso il via il 27 settembre scorso, con il "Madoff dei Parioli" sul banco degli imputati visibilmente provato dallo sciopero della fame iniziato qualche giorno prima contro quella che ha sempre definito una ingiusta detenzione in carcere. Gli altri personaggi coinvolti nella truffa milionaria, Raffaella Raspi, compagna di Lande, il fratello Andrea e Giampiero Castellacci de Villanova, hanno concordato con il pm forme di patteggiamento sulle quali dovra' pronunciarsi il gip.

Secondo la Procura capitolina, il gruppo avrebbe truffato ignari investitori gestendo un portafoglio di investimenti milionario. La somma è stata poi investita in azioni, obbligazioni, fondi di investimento creati ad hoc, strumenti derivati e liquidita' negli stati di Bahamas, Lussemburgo, Gran Bretagna e Belgio, fuori dal circuito dei controlli legali, previsti dalla normativa vigente, derivanti dall'iscrizione all'albo tenuto dalla Consob. E proprio la Commissione per le società e la Borsa, insieme con la Banca d'Italia, sono state citate come responsabili civili per "omessa, negligente o tardiva" attività di controllo svolta.

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