Tbc, sotto esame i bambini nati nel 2011

Il policlinico Gemelli a Roma
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Il Consiglio di Stato sentenzia che i controlli vanno effettuati sui parti avvenuti nel corso dell'anno. Solo in caso di postività andranno esaminati i casi dei tre mesi precedenti. Ma è scontro sull'interpretazione tra Codacons e il Gemelli

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I test per verificare se i bambini nati nel Policlinico Gemelli durante la permanenza dell'infermiera affetta da Tbc siano stati contagiati o meno dalla tubercolosi devono essere effettuati sui nati nel 2011. Qualora fossero accertati ulteriori casi di positività, dovranno essere sottoposti a controlli anche i nati nei tre mesi precedenti l'ultimo caso di infezione eventualmente scoperto, al massimo fino alla data in cui l'infermiera è stata in servizio al reparto di neonatologia. Una sorta di controllo 'a cerchi concentrici' con, in aggiunta, il fatto che occorrerà informare le famiglie dei nati nel 2010 per spiegare loro l'opportunita' di eseguire il test.

Sulla decisione di oggi del Consiglio di Stato si è aperta però una contrapposizione netta tra interpretazioni. Da una parte il Codacons, per il quale il Consiglio di Stato non limita i controlli al 2011, ma indica la necessità di andare a ritroso nel tempo e fino alla data di assunzione dell'infermiera da cui sarebbe partito il contagio; dall'altra il Gemelli, per il quale "soltanto in caso di accertamento di altri casi di infezione, oltre a quello ad oggi riscontrato, le indagini potranno essere ulteriormente estese di tre mesi in tre mesi secondo le indicazioni delle linee guida".

Ecco che allora proprio l'ordinanza dei giudici diventa importante per inquadrare tutto. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che "i test di controllo dovranno essere effettuati, su base volontaria, su tutti i bambini nati nei tre mesi antecedenti la data di nascita della bambina risultata certamente affetta da Tbc, e, nel caso fossero accertati ulteriori casi di positività, anche nei confronti dei nati nei tre mesi precedenti l'ultimo caso d'infezione eventualmente accertato, estendendo l'indagine, sempre nel rispetto dei criteri dettati dalle linee guida, al massimo fino alla data in cui l'infermiera colpita dall'infezione ha preso servizio nel reparto". Non mancando però di sottolineare come "ad oggi, nel reparto di neonatologia del Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dove prestava servizio l'infermiera risultata affetta dalla infezione tubercolare, risulta accertato un solo caso di infezione tra i bambini nati nel corso del 2011", nonché rilevando che "nelle more della pronuncia sull'appello cautelare, sono stati effettuati numerosi test fra i bambini nati, anche nel corso del 2010, nel detto reparto e che non risulta siano stati accertati altri casi di sicura contrazione dell'infezione". Ultimo 'passaggio', il ritenere "che i soggetti ancora interessati debbano essere informati sulla possibile effettuazione dei test di controllo con tutte le modalità piu' idonee". Adesso, tutto ritorna comunque nuovamente al Tar, perché il Consiglio di Stato ha sollecitato i giudici di primo grado di "disporre la tempestiva fissazione dell'udienza per la trattazione del merito del ricorso".

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