L'Aquila, dove sono i fondi per i trasporti?

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Polemiche per i 100 milioni destinati alla metropolitana. Il commissario Chiodi: "La ricostruzione del terremoto deve interessare zone ampie, non solo il capoluogo". E intanto gli abruzzesi possono muoversi solo in auto

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A L'Aquila ci si muove a rilento. Nella ricostruzione come nei trasporti di ogni giorno. E tutti in macchina, perché ventimila persone sono state costrette a trasferirsi in zone periferiche, lontane da scuole e uffici. Il "Decreto terremoto" ha stanziato 100 milioni per la ricostruzione di infrastrutture nella zona conosciuta come "il cratere", ovvero l'epicentro del sisma che in questo caso coincide con il capoluogo abruzzese. Ma quei soldi sono stati destinati ad altri scopi o sono ancora inutilizzati.

Il comune dell'Aquila aveva pensato ad un progetto di riconversione della tratta ferroviaria in una metropolitana di superficie che collegasse tutti i paesi del circondario. In un primo momento questo progetto ottenne solo le briciole della somma stanziata. Dopo le proteste, a luglio si è pensato di destinare al "piano-metropolitana" quasi la metà dei fondi ma la fetta grossa finirebbe altrove, ovvero sulla velocizzazione della tratta ferroviaria Sulmona-Roma e alla costruzione di un centro di coordinamento Guidonia-Sulmona.

"Quei 100 milioni devono andare all'Aquila non ad altri progetti", fa notare l'assessore alle politiche sociali del comune dell'Aquila Stefania Pezzopane. Ma il commissario Gianni Chiodi smorza la polemica: "Il collegamento con Roma è importante. La ricostruzione deve passare per aree vaste non soltanto per la zona del capoluogo" (guarda il video sopra). Intanto dei 100 milioni stanziati ne sono stati spesi soltanto 10, per interventi antisismici in alcune stazioni. E i cittadini abruzzesi sono costretti a utilizzare solo le automobili.

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